Carmine Mocerino indagato per voto di scambio: 10mila euro per i voti di Cercola

C’è anche il consigliere regionale, tra gli otto indagati dalla Procura di Napoli: il voto di scambio alle Regionali 2020. In quella tornata presidente del gruppo "De Luca Presidente" ottenne 10.239 preferenze

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Figura anche il consigliere regionale della Campania Carmine Mocerino, 53 anni, tra le otto persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli nell’ambito di un’inchiesta su una presunta compravendita di voti che per gli inquirenti, sarebbe avvenuta in occasione delle ultime elezioni regionali del 20 e 21 settembre 2020, nella frazione Caravita del comune vesuviano di Cercola. In quella occasione, candidato nella lista “De Luca Presidente“, ottenne 10.239 preferenze.

Attualmente il consigliere Mocerino è presidente del gruppo consiliare De Luca Presidente e componente della terza commissione permanente (attività produttive – programmazione, industria, commercio, turismo, lavoro ed altri settori produttivi), quarta commissione permanente (urbanistica, lavori pubblici, trasporti), sesta commissione permanente (istruzione e cultura, ricerca scientifica, politiche sociali).

Immagine tratta dal sito del Consigliere regionale Carmine Mocerino

Insieme a Mocerino risultato indagati anche diversi soggetti ritenuti dalla DDA legati alla criminalità organizzata: tra questi Pasquale Salvatore Ronza, 33 anni, soprannominato “calimero“, e Mario Chiummariello, 34 anni, soprannominato “guappariello“, per i quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Entrambi sono accusati di aver picchiato uno degli otto indagati, Ciro Bisogni, 47 anni, soprannominato “o’ cecoff“, che davanti a un seggio di Cercola stava reclutando voti per conto di Mocerino.

Il pestaggio sarebbe avvenuto, secondo gli inquirenti, perché Bisogni non avrebbe versato una tangente di mille euro per la compravendita delle preferenze al clan De Luca Bossa Minichini che controlla gli affari illeciti del quartiere Ponticelli di Napoli. Bisogni aveva avuto in dotazione 10mila euro, sempre secondo gli investigatori, proprio per la sua attività di “procacciatore” di preferenze.

L’inchiesta della Procura di Napoli sarebbe partita dalle rivelazioni di un pentito del clan De Micco, Rosario Rolletta. I carabinieri hanno arrestato Chiummariello, mentre Ronza risulta ricercato.

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