Arrestato l’ex “fidanzato” della dodicenne sfregiata nella notte a Napoli. Per lei un danno permanete

Il ragazzino ha sfoderato il  coltello per colpire la ragazza, sfregiandola al volto e poi sarebbe fuggito. L'inchiesta dovrà verificare se si è trattato di un'aggressione premeditata

386

E’ stato fermato dai carabinieri il 16enne accusato di avere sfregiato con un coltello il viso della sua fidanzata 12enne, la scorsa notte a Napoli. Teatro dell’assurdo gesto il quartiere Montesanto nel cuore di Napoli.

La ragazzina ha riferito ai medici l’identità del suo feritore e sporto denuncia. E’ stato così che il giovane è stato rapidamente individuato dai militari della Compagnia e del nucleo operativo Centro, è trattenuto in caserma per accertamenti che sono ancora in corso. Ai carabinieri che lo hanno fermato ha detto che stava andando a costituirsi. “Ho solo reagito a una provocazione”, ha detto ai militari l’adolescente, che è parente dell’ex boss di camorra Mario Savio, “’o bellillo”, uno dei protagonisti della feroce guerra combattuta negli anni ‘80 tra la Nuova Famiglia e la Nco di Cutolo, di cui era il referente.

Sfregiata con una ferita profonda al volto probabilmente per motivi “sentimentali” se così possono essere definiti. Le indagini si erano subito concentrate sulla vita sentimentale della 12enne. La ragazzina ha infatti un ex fidanzato e l’inaudito atto violento è stata la conseguenza di un ingiustificabile scatto di gelosia da parte del giovane: il sedicenne ha impugnato il coltello per colpire e forse infliggere una “punizone” per quella storia ormai finita.

Secondo le prime ricostruzioni lui raggiunge la sua ex nei pressi di una pizzeria dove la 12enne, compirà 13 anni a luglio, è solita attardarsi. Il 16enne è con un amico, lei da sola. Una battuta di troppo e partono le scintille, in un crescendo di offese e rivendicazioni. La tensione è alle stelle quando lui parte all’assalto bloccandola al collo, di spalle, con il braccio sinistro, sfodera il coltello per colpire la ragazza, sfregiandola al volto per poi dileguarsi. Un colpo di lama che le squarcia la guancia destra, dall’alto fino a lambire la gola.

Soccorsa, intorno alle 1,30, dai medici dell’ospedale dei Pellegrini di Napoli, dove è stata accompagnata, sanguinante, dalla mamma, la giovanissima vittima, anche lei dei Quartieri Spagnoli, è stata operata e poi trasferita al Santobono.

Per lei la prognosi è di 30 giorni, ma il danno al viso è purtroppo permanente. I medici proprio per la giovane età della ragazzina, poco più che bambina, stanno anche valutando un intervento di chirurgia plastica per provare se non a cancellarle, almeno a mitigare  una cicatrice che sicuramente segnerebbe la vita della dodicenne. Ora non resta che aspettare e valutare con ulteriori visite prima la guarigione e poi la possibile plastica.

Il sedicenne è già noto alle forze dell’ordine per essere uno che esce di casa armato di coltello. Ha precedenti per resistenza ed è sottoposto al percorso della messa in prova frequentando un corso per pizzaioli per provare ad imparare un mestiere.

A coordinare le indagini dei carabinieri della “Napoli Centro” è la Procura dei minori, che contesta il “583 quinquies”, un nuovo reato previsto dal codice rosso che punisce chi provoca una deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso: uno specifico reato introdotto con il diffondersi delle aggressioni con l’acido.

L’inchiesta condotta dal pm per la Procura dei Minori Emilia Galante Sorrentino che dovrà verificare se si è trattato di un’aggressione premeditata. E proprio per questo nelle prossime ore saranno acquisiti i telefonini cellulari dei due ragazzi e passati al setaccio i canali social. L’ipotesi che il 16enne abbia agito al termine di un crescendo di minacce, dopo che la ragazzina un paio di settimane fa gli aveva riferito la sua volontà di interrompere il rapporto.

Se tutto questo trovasse un riscontro non si sarebbe trattato di un litigio estemporaneo, ma di una vendetta cinica, a freddo.

Un atto questo accaduto tra due giovanissimo che nulla ha a che vedere con l’amore ma scaturisce da una mentalità becera e retrograda che purtroppo ha già condizionato un ragazzo ancora minorenne. La stessa mentalità “impotente” che purtroppo in troppe occasioni è origine di tanti femminicidi e azioni violente contro le donne.

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano