Il Napoli smantellato in fase di rimontaggio, ma sarà veramente disastro o successo?

La verità è che su questo Napoli e su questo calciomercato piovono critiche perché non si sa davvero a cosa si vuole ambire. Un cambio di dirigenza non sarebbe certo un’idea malvagia

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Questo è il mio primo articolo scritto in prima persona, il primo in cui lascio trasparire la mia opinione. Essendo vicino al mondo Napoli, mi ritrovo senza dubbio a pormi automaticamente delle domande su questa squadra.

Cos’è che non va? Quali sono gli obiettivi? Questo calciomercato darà i frutti sperati? Un po’ tutti i tifosi del Napoli (compreso me, che non nascondo il mio tifo per gli azzurri) hanno la mente annebbiata e spesso si punta il dito contro una cattiva gestione da parte di Aurelio De Laurentiis.

La verità è che su questo Napoli e su questo calciomercato piovono critiche perché non si sa davvero a cosa si vuole ambire, complice anche la scorsa stagione: dopo aver toccato con un dito lo Scudetto e poi averlo miseramente perso, ci sono seri dubbi e tanta confusione per quanto riguarda i pronostici del campionato alle porte.

C’è tanta delusione per i vari addii: Insigne perso a zero, Mertens appeso ad un filo, Koulibaly che in queste ore sta firmando con il Chelsea, Fabiàn Ruiz che rischia di fare le valigie.

E c’è tanta diffidenza anche per i nuovi acquisti: diciamocelo, Kvaratshkelia, Olivera e Ostigard non sapevamo chi fossero e ancora oggi non c’è la garanzia che questi nuovi giocatori possano fare bene in maglia azzurra.

E allora sì, forse buona parte della tifoseria azzurra (e credo di farne parte anch’io) è ostile ai cambiamenti: abituati ormai ai nostri top player, è dura dare il benvenuto ad una nuova generazione. Con questo non dico che KK, Insigne e Mertens sono più forti, il campo deve ancora parlare, ma dico che in realtà c’è una mentalità sbagliata di fare mercato.

Volendo paragonare il Napoli alle altre big d’Italia, è chiaro che specialmente Inter e Juventus stanno costruendo rose da paura: i nerazzurri hanno formalizzato il Lukaku bis, così come la Juve per Pogba più Di Maria (che un certo ADL definiva vecchio qualche anno fa).

Lukaku è un campione d’Italia, Pogba addirittura campione del mondo (e basta vedere dei retroscena dello spogliatoio della nazionale francese per capire la forza mentale da vendere del polpo). Il Napoli ha comprato degli ottimi talenti, ma con una mentalità ancora da formare mattoncino per mattoncino.

Ma così è stato anche per gli altri: sono stati giocatori che hanno garantito al Napoli quasi sempre l’accesso in Champions League, ma che in realtà non avevano una mentalità vincente al 100%. O per meglio dire, una mentalità potenzialmente buona, ma ancora da sviluppare, ancora acerba.

Sarà la mia opinione, ma io credo che una squadra come il Napoli, una squadra che deve giocare la Champions, deve fare acquisti più pesanti, giocatori che smuovono la piazza, giocatori con una mentalità davvero vincente.

Ma il problema a questo punto è la società: perché se purtroppo il caro ADL si ostina a puntare su ragazzi promettenti (e forti, su questo non ci piove) senza però una mentalità, il sogno proibito chiamato Scudetto non arriverà mai.

Siamo in democrazia, lo posso dire, io non condivido affatto le idee di calciomercato di De Laurentiis e, anche se ostile ai cambiamenti, per me il cambio di dirigenza non sarebbe certo un’idea malvagia, anche se in questo momento le intenzioni di ADL non sono di certo quelle di salutare la città all’ombra del Vesuvio.

Ciò che detta la mia ostilità rispetto al cambio di dirigenza è che non sono certo che uno sceicco compri il Napoli: forse non proprio uno sceicco, ma una persona sicuramente meglio messa di ADL in ottica economica.

Riprendo una citazione di una persona a me cara: se sono uno sceicco, compro una normalissima macchina o la Ferrari? Compro un appartamento o una villa? Così è anche per il calcio. Il Napoli è comunque un’ottima squadra, ma non sarà mai all’altezza di squadre come PSG, Barcellona o Real Madrid. Forse anche per colpa del sistema italiano, ma questo è un altro paio di maniche.

Che dire, da tifoso del Napoli posso solo dire che passeranno gli anni, i giocatori, gli allenatori e i presidenti, ma la fede azzurra, quella no, non si spegnerà mai. Anche se resterà solo una “buona squadra”. Anche se sognerò dalla prima giornata per poi ricevere la solita doccia fredda alla fine.

Giuseppe Garofalo

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