Cocciante e De Crescenzo “trasferiti” a Carditello. Nessun rimborso e in tanti passano alle azioni legali

Sembra farsi sempre più intricata la questione sugli eventi Riccardo Cocciante e Eduardo De Crescenzo nel Parco Archeologico di Pompei. Il comportamento della GF Management di Michele Garofalo lascia non pochi dubbi

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Continua a colpi di scena il sequel degli “concerti abusivi” negli Scavi di Pompei, e in particolare quello di Riccardo Cocciante che si sarebbe dovuto tenere il 27 luglio scorso e che invece dopo solo pochi giorni dall’incauto e sfacciato annuncio dell’organizzatore Michele Garofalo proprietario della GF Management con sede in quel di San Ferdinando delle Puglie, è stato subito qualificato, appunto, come abusivo dallo stesso direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, con un comunicato inequivocabile quanto chiaro alla luce dei fatti a sostegno.

Tutto questo avveniva già in giugno quando a Zuchtriegel, direttore di uno dei siti più visitati in Europa, viene fatto visionare, da parte del suo Ufficio eventi, la richiesta della GF management e GR show, le due società facenti capo all’organizzatore Michele Garofalo.

Da qui a qualche giorno iniziava, a ragion veduta, la furia del direttore quando sulla sua scrivania rimbalzava la notizia che da subito le due società avevano già iniziato una prevendita online che da lì a qualche settimana raggiungeva il sold out per entrambi i concerti, quello di Riccardo Cocciante e quello di Eduardo De Crescenzo. Il fatto non poteva che provocare la ferma reazione di Gabriel Zuchtriegel che veniva completamente scavalcato ed irrispettosamente spogliato della sua autorità.

Cosa ancor più grave che la prevendita era partita prima che la procedura di concessione del sito giungesse a normale perfezionamento con l’approvazione delle date, il pagamento del canone di fitto del Teatro e successivo rilascio dell’autorizzazione con il via libera alla prevendita, questa volta surrogata da una valida autorizzazione. A quel punto Zuchtriegel decideva di estromettere definitivamente le società dalla concessione dell’autorizzazione rendendo di fatto abusivi gli eventi.

È solo a questo punto che la cosa assume dei connotati al limite del sequel giallo.

La GF management, sicura a questo punto che gli eventi non si sarebbero tenuti più in quella location e in quelle date, particolari decisivi e non di poco conto per gli acquirenti dei biglietti, pur bloccando la prevendita degli ultimissimi biglietti rimasti, direttamente attraverso il profilo social di Michele Garofalo, dopo tutto questo “cancan”, a inizio mese di luglio, continuava imperterrito a smentire il vero e a rassicurare che le informazioni in possesso degli utenti fossero errate.

Tutto ciò poi ha continuato a creare danni, perché ha ingannato e disorientato chi credeva, visto che a parlare era direttamente Garofalo, che alla fine l’evento del 27 luglio si sarebbe svolto regolarmente. Addirittura non avvisando negligentemente la piattaforma utilizzata per la prevendita, non sono partiti da parte di TicketOne i messaggi di avviso di “evento annullato”, facendo sì che alcuni ignari acquirenti fuori sede siano arrivati a Pompei, da Roma o ancora da più lontano, il 27 luglio sera e solo allora abbiano avuto l’amara sorpresa.

Ma il giallo si tinge di tinte “comiche” perché sui social la GF management è stata bombardata da richieste di chiarimenti e dopo numerosi e ripetuti silenzi, che non hanno fatto altro che inasprire gli animi di chi si è visto ingiustamente ignorato, è iniziata una sistematica e deprecabile “operazione di cancellazione dei post social”. In pratica tutti i post di chi chiedeva spiegazione ante 27 luglio, sistematicamente sono stati cancellati, sono spariti. Stessa cosa si è poi verificata all’indomani del “saltato” concerto, quando incessantemente a martellare le pagine social dell’organizzatore pugliese sono state le richieste all’organizzatore, da parte dei mancati spettatori, delle modalità di rimborso. Anche queste, infatti, risultano puntualmente sparite e a volte anche l’intero post sostituito magicamente da uno nuovo.

Cosa ancora più strana è che, sui social, mai viene mostrata l’intenzione di non rimborsare i tagliandi venduti, lasciando solo ora a un giorno dall’evento mai tenutosi, che TicketOne invii le mail di “evento annullato” e rinviato con dicitura, non del tutto chiara, sull’intenzione di non rimborsare.

Oltretutto, il comportamento irrispettoso mostrato nella prima fase, continua anche nella politica di riconversione dei biglietti per la nuova data, organizzata dalla GF management, del 2 settembre, nella nuova location del Real sito della Reggia di Carditello in provincia di Caserta, continuando a non rispettare quanti hanno acquistato un determinato posto con una certa visibilità dell’evento, che si vede sballottolato in postazioni non del tutto equiparabili a quelle acquistate nel Teatro Grande di Pompei, in file posteriori e magari molto più defilate, senza alcuna considerazione del prezzo pagato.

La cosa ovviamente non ha scoraggiato gli acquirenti dei tagliandi pompeiani che in messa si sono già organizzati, utilizzando la forza stessa dei social, che finalmente mostra i suoi risvolti positivi, per un azione legale di recupero di quanto versato, a detta degli avvocati coinvolti, di sicuro successo.

Quindi verrebbe da dire: l’affascinate sequel, ma non troppo per i possessori dei biglietti “abusivi”, non finisce qui. Bisogna solo decidere se si tratti di un “legal drama” o di una “sitcom”.

Gennaro Cesarano

Concerti “abusivi” negli Scavi: la GF management dice la sua attraverso i social

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