Ciao Piero

L’annuncio della morte del giornalista, divulgatore e conduttore televisivo è stato dato dal figlio Alberto con un tweet “Buon viaggio papà“. Erano le 11,41 di oggi 13 agosto. Piero Angela, 93 anni, era in tv con il suo programma anche questa estate

90

E poi succede che sei al mare. È quasi ferragosto e lentamente il tempo scorre mentre gli occhi immaginano il racconto che le parole scrutano sulle pagine del libro che finalmente stai riuscendo a leggere dopo mesi di rinvii e ripartenza dalla prima pagina.

La voce dall’altra parte dell’etereo filo non si trattiene: “Papà, hai sentito. È di pochi minuti fa, è morto Piero Angela”. Qualche secondo di silenzio, più utile a concretizzare qualcosa di possibile, data la veneranda età del noto personaggio, che ad elaborare una risposta. Come dire, come raccontare quello che è passato nella mente, appena uscita dalla storia romagnola che stavo leggendo.

È andato via uno di famiglia. Un giornalista, un uomo che ha fatto crescere la cultura di una nazione con strumenti nuovi, con il suo pacato buonasera, con le curiosità e le spiegazioni che abbiamo appreso attraverso le sue trasmissioni. Un modo di fare televisione che ha segnato profondamente la crescita dell’Italia che non si accontentava di una fruizione passiva del nuovo mezzo di comunicazione.

Un’Italia che tra le “brutte” notizie del telegiornale e certi programmi insulsi, inutili e superficiali, sceglieva di passare una serata con Piero Angela, con i “suoi” animali, le scoperte scientifiche, la storia, la letteratura, gli esperimenti, le curiosità, la musica e i consigli rassicuranti. Con il sorriso di quel signore che da sempre entrava discretamente, di settimana in settimana, di stagione in stagione, nelle nostre case, portandoci tanto più di quanto noi sapevamo chiedere. “Lo ha detto Piero Angela” era garanzia di serietà e “verità”.

Io ci sono cresciuto con Quark, Superquark, ma ancora prima con programmi come “Indagine sulla parapsicologia” del 1978 o “Nel cosmo alla ricerca della vita” dell’80.

Dico sempre che gran parte di quello che so l’ho appreso grazie a quello che oggi sembra un mezzo preistorico, la televisione, ma ho sempre sbagliato. Non devo ringraziare la televisione, ma programmi e uomini illuminati come Piero Angela di cui, nonostante Alberto, sentiremo un’immensa mancanza.

Forse non sarò il primo a pensarlo o a scriverlo, ma il maestro, con la sua curiosità e voglia di conoscenza non è morto, è semplicemente andato a dare un’occhiata dall’altra parte… poi di certo con la semplicità e l’attenzione che lo hanno sempre contraddistinto, in un modo o nell’altro, ci farà sapere e capire.

Per il momento penso che non resti altro che dirgli “grazie Piero”.

Gennaro Cirillo

L’ultimo saluto di Piero Angela ai telespettatori

Nei giorni scorsi Piero Angela, giornalista divulgatore di alta qualità e decano dell’Azienda, ha voluto lasciare ai social del suo programma SuperQuark l’ultimo messaggio di saluto ai telespettatori:

“Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano.

Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia.

È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato.

Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio”

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano
Condividi
PrecedenteJuve Stabia, arriva il difensore Maggioni
SuccessivoNapoli, ecco Simeone: visite mediche, arriva in prestito con diritto di riscatto
Da sempre abituato a vivere con il Gazzettino vesuviano in casa, giornale fondato pochi anni dopo la sua nascita dal padre Pasquale Cirillo. Iscritto all'ordine dei giornalisti dal 1990, ricorda come suo primo articolo di politica un consiglio comunale di Boscotrecase, aveva 16 anni. Non sa perchè gli piace continuare a fare il giornalista, sa solo che gli piace, e alle passioni non si può che soccombere. "Il mestiere più bello del mondo".