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Terrore per una coppia di fidanzati sul monte Faito: giovane azzannato dai cani finisce in pronto soccorso a Castellammare di Stabia. Per lui, dopo essere stato suturato e medicato, 10 giorni di prognosi per ferite riportate all’avambraccio destro. L’episodio è stato anche denunciato alle forze dell’ordine ed è stato raccontato sui social media, chiedendo l’immediato intervento da parte delle istituzioni, da una ragazza di Napoli. Insieme al fidanzato, infatti, avevano deciso di trascorrere una domenica tranquilla sul monte Faito per un’escursione.

“Quella che ieri sarebbe dovuta essere una bella esperienza, si è rivelato un trauma. – racconta la ragazza – Dopo esserci informati sui vari percorsi da intraprendere per poter godere delle bellezze che il Faito ha da offrire, scegliamo di raggiungere la famosa chiesa di San Michele. Scesi dalla funivia, presa alla stazione di Castellammare, ci incamminiamo. Ci dicono di proseguire sempre diritto, così facciamo”.

Coppia di fidanzati attaccata dai cani sul monte Faito

Ad un certo punto la coppia incontra un gruppo di capre e cerca di attirare l’attenzione del pastore ma senza risposta. Subito dopo l’incontro con gli animali. “Inizia l’inferno – spiega la giovane – improvvisamente 4 cani pastore corrono e ci circondano, capiamo la situazione e proviamo a scappare, ma non ce lo permettono. Vedo uno dei cani che inizia ad attaccare il mio ragazzo da dietro, mordendo dove poteva e appendendosi addosso. Gli altri 3 ai miei piedi, mi fanno scivolare, perdere il telefono.

Inizio a pensare che saremmo morti lì, sbranati dai cani. Urliamo, ma nessuno sente. Non so come, il mio ragazzo mi tira, corriamo, usciamo dalla cerchia, ci inseguono, ma ad un certo punto per fortuna si fermano tornando dalle capre”.

“Se va avanti così, ci scappa il morto”

I ragazzi trovano rifugio presso un’abitazione dove gli occupanti prestano i primi soccorsi ai due. A quel punto vengono riaccompagnati alla stazione: qui un’altra sorpresa, un’altra coppia di turisti racconta loro la medesima disavventura. “Io non lo so perché tutte le denunce vengono archiviate – conclude il racconto la giovane – e se questo far nulla da parte delle forze dell’ordine sia dovuto alla paura della malvivenza, o al pensiero che non sia una cosa grave. Ma vi assicuro che è grave, gravissimo. Che se va avanti così, ci scappa il morto.

Che se noi siamo riusciti a scamparla con una gran paura, pochi punti al braccio, vestiti stracciati e mezza giornata tra pronto soccorso, farmacie e questure, qualcun’altro può reagire peggio e cadere dalla montagna, o mettere in pericolo la vita di un bambino.
Io non so cosa si possa fare più di questo. Ci sono persone del posto che si battono da tempo per salvare l’ambiente, ma senza alcun aiuto da chi di competenza. Spero vi passiate una mano per la coscienza, e che mai nessuno dei vostri figli si trovi in una situazione del genere”.

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