Il pellegrinaggio casalingo del Savoia porta le compagini di Savoia 1908 ed Ischia allo stadio Piccolo di Cercola per la quarta giornata del campionato campano di Eccellenza Girone A. Il bellissimo impianto, rimodernato egregiamente in occasione delle universiadi del 2019, accoglie circa 400 spettatori di parte oplontina. Nessun tifoso per la rappresentanza ospite.

Assenti Barbato e Sicuro per i bianchi, lo schieramento è il solito 4-3-3 dove la novità è rappresentata dalla difesa, nuova metà, nella quale Samir Boussada prende il posto di Conti come centrale accanto a Guarro. Sulle corsie Gargalini e Russo occupano le fasce destra e sinistra.

Stessa disposizione tattica per mister Buonocore che schiera gli ottimi under Arcamone e Ballirano classe 2004 e 2005 ed un sontuoso tridente d’attacco con Mattera e Simonetti sostegno del possente centravanti Padin. In mezzo al campo l’onnipresente Matute ed il mestierante Trofa.

Gli isolani prendono sin dall’inizio il controllo delle operazioni, che non molleranno sino alla fine, e si posizionano stabilmente nella metà campo avversaria. Il Savoia tiene botta e cerca di imbeccare capitan Scarpa per pungere gli avversari. Al 15’ minuto, proprio in uno di questi tentativi, il capitano serve ai 25 metri l’accorrente Strazzullo il quale si accomoda il pallone sul destro e lascia partire un missile terra aria che gonfia prepotentemente la rete infilandosi nel sette alla destra di Mazzella.

L’inatteso vantaggio dovrebbe mettere le ali ai bianchi e tarpare gli ardori dell’Ischia ma questa è solo una costruzione ipotetica perché nei fatti il vantaggio oplontino durerà solo una manciata di minuti, troppo pochi per approfittare del fisiologico sbilanciamento offensivo degli avversari, costretti a rincorrere il pari.

Al minuto 27 l’inesistente Liccardi rovina una ripartenza pericolosa dei suoi con un retropassaggio cervellotico sui cui sviluppi Ballirano batte a rete; il tiraccio non avrebbe conseguenze ma Boussada lo accomoda graziosamente sul piede di Padin che da pochi passi non può esimersi dal realizzare il gol del pari.

Alla cronaca non può sfuggire il fatto che gli isolani sono stati graziati due volte dal pessimo arbitro Aureliano il quale ha mostrato due volte il cartellino giallo in luogo del rosso. Nella prima occasione al 10’ quando ha ammonito Trofa reo di avere colpito La Montagna con una violenta manata al volto proprio sotto i suoi occhi. Nella seconda circostanza ancora giallo a Florio il quale ha falciato scarpa lanciato a rete in chiara occasione da gol. Ma tant’è, si va al riposo sul pari che premia la prestazione onesta del Savoia, mentre l’Ischia avrebbe da recriminare per le numerose occasioni sprecate dai suoi avanti bene assistiti da un centrocampo di grande qualità nel quale Matute sembra il Riccardo Muti dei tempi migliori.

Nella ripresa la musica non cambia: Ischia alla ricerca del gol e Savoia in difesa. Nella seconda frazione di gioco, però, i bianchi non riescono a riproporre la buona prestazione del primo tempo, complice l’evidente calo fisico di parecchi elementi che mette tremendamente sotto pressione l’apparato difensivo savoiardo. Mattera e Simonetti sono due ma sembrano quattro e sgusciano dappertutto seminando il panico nella retroguardia bianca, mentre Matute profonde perle di sapienza calcistica. La difesa bianca non capitola prima solo per le parate di Landi e l’imprecisione degli avanti in maglia gialla ma deve arrendersi al minuto 66 quando Mattera si esibisce in uno slalom di alta classe sulla destra seminando come birilli sia Russo che Guarro ed esplode un sinistro potente e preciso che buca Marione Landi.

Il Savoia è sulle ginocchia sia moralmente che fisicamente e non viene soccorso dalla panchina con innesti di fiato fresco; ciononostante è squadra tignosa che non molla e, pur rischiando la capitolazione in numerose circostanze, ha l’occasione d’oro per agguantare il pari con capitan Scarpa che raccoglie in piena area un suggerimento di Strazzullo e con un destro a giro fa venire i capelli bianchi al pipelet isolano perché la palla fa realmente la barba al palo “lungo”.

Perduta questa chance il destino è segnato e si concretizza con la terza rete messa a segno dall’ex Scalzone, mai dimenticato in terra torrese, il quale al tramonto della gara usa il fisico per procurarsi un tiro basso e preciso dal limite che coglie di sorpresa Landi, non impeccabile nella circostanza.

Oggi si sono affrontate due squadre allestite con organici e per obiettivi molto diversi. L’Ischia per la promozione diretta per la quale dovrà vedersela con altre corazzate come il Pompei, mentre il Savoia parte con l’obiettivo dichiarato di una tranquilla salvezza condita da qualche soddisfazione estemporanea.

La gara vista oggi ha confermato la bontà dell’impianto isolano, mentre getta parecchie ombre su quello torrese che al momento presenta lacune nell’assortimento della rosa, preparazione fisica deficitaria e scarsa organizzazione tattica. La squadra bianca è carente in alcuni ruoli importanti, nonostante il recente innesto di La Montagna che ha elevato il tasso di personalità della squadra. Il reparto difensivo manca clamorosamente di centrali affidabili e la prova sono le sei reti incassate in quattro gare, una media di 1,5 gol a partita che non rassicura assolutamente per il futuro. Certamente le reti incassate non sono da addebitarsi esclusivamente alla coppia di centrali ed è chiaro che la fase difensiva si svolge in 11, ma la sensazione di queste prime quattro gare è di assoluta fragilità del pacchetto arretrato.

L’attacco, ad eccezione dell’eterno Scarpa che canta e porta la croce, è apparso sino ad oggi poco incisivo, per usare un eufemismo. Delle quattro reti realizzate nemmeno una è stata segnata dalle punte centrali della squadra che non tirano quasi mai perché giocano sempre spalle alla porta e sono servite poco e male. La squadra non sembra avere una lucida idea di gioco ed utilizza poco le corsie esterne perché i terzini non formano un asse con gli esterni d’attacco per cercare di aggirare le difese avversarie. La manovra quindi si dipana prevalentemente per le corsie centrali che però sono ben più impervie da percorrere, necessitando di una tecnica individuale ed una organizzazione di squadra che non sono alla portata di questi calciatori.

Un’altra annotazione viene dai calci piazzati sui quali sino ad oggi non si è visto uno schema UNO finalizzato a sorprendere le difese avversarie e ben sappiamo quanta importanza rivestano le situazioni di palla inattiva nel calcio moderno.

La squadra torrese che era accreditata di progressi sia fisici che di gioco, nella gara di oggi non ha tenuto fede a queste promesse anche perché la condizione fisica di parecchi elementi resta davvero precaria, sia nella brillantezza che nel fondo e la scelta di tenere sul terreno di gioco dei calciatori in evidente handicap di ossigeno ha causato lo straripamento degli isolani mentre sarebbe stato opportuno l’inserimento di forze fresche.

Certamente non è contro squadre come l’Ischia che il Savoia deve fare il suo campionato, ma la prestazione di oggi, al netto dell’impegno degli atleti alla maggior parte dei quali non si può rimproverare nulla, dà parecchio da pensare sulla bontà del progetto. Le prossime gare ci diranno qualcosa in più sul ruolo che la squadra oplontina potrà recitare in questo torneo.

Salvatore Curcio

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