E’ stato convalidato, dinanzi all’udienza che si è svolta nella mattinata di oggi, il fermo di, il bidello di 54 anni di Melito che è gravemente indiziato di aver ucciso a coltellate, nella giornata di mercoledì, il professore di sostegno Marcello Toscano. Il collaboratore scolastico viene descritto come una persona «apparentemente mite, ma in realtà fredda e distaccata». Un passato non proprio limpido quello di Porcelli: l’uomo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per violenze domestiche, che avrebbero causato la rottura con la sua prima moglie. Ha inoltre alcuni precedenti per reati contro il patrimonio.

Indagini e movente

Il delitto è avvenuto all’interno del cortile della scuola media “Marino Guarano” e successivamente il corpo del docente è stato nascosto dietro una siepe. Ora le indagini da parte dei carabinieri per ricostruire il movente. Per quanto riguarda invece l’esame autoptico, secondo le informazioni che stanno circolando in queste ore, si dovrebbe tenere lunedì.

I carabinieri e la Procura sono al lavoro per cercare di delineare tutti gli aspetti della triste vicenda, soprattutto quelli inerenti il movente, che potrebbe essere di carattere economico, forse legato a un prestito. Ma sulla vicenda la Procura e i carabinieri mantengono uno stretto riserbo.

Ad incastrare Porcelli, che agli investigatori non ha reso dichiarazioni di colpevolezza, sono state delle tracce ematiche su alcuni suoi vestiti scoperti dai carabinieri durante una perquisizione. Inoltre i sistemi di videosorveglianza della zona circostante la scuola, avrebbero immortalato i suoi spostamenti – ritenuti sospetti – quel giorno.

Toscano è stato colpito ripetutamente con un oggetto dotato di lama e punta. Di lui non si erano avute più notizie a partire dalle 16,30 dello scorso 27 settembre. A ritrovarlo, nella serata di quello stesso giorno, in un cespuglio che si trova nelle immediate adiacenze di una casupola, all’interno del perimetro della scuola media “Marino Guarano”, sono stati i carabinieri che avevano già avviato le ricerche. I militari sono stati chiamati dalla figlia che ha notato la sua auto parcheggiata all’esterno dell’istituto. Poi il macrabro e sconvolgente ritrovamento.

Il ricordo di Marcello Toscano

Un caro amico della vittima, anch’egli professore, attraverso un post pubblicato su Facebook ha ricordato la figura del collega e la sua dedizione al lavoro: “Marcello era votato al rapporto umano fatto di ascolto e accoglienza verso il disagio sociale laddove si raccolgono valori reali e di riconoscimento per la figura del professore”, scrive sul social Raffaele Virgilio. “Chi ci darà la sua risata che si diffondeva nei corridoi?”, si domanda l’amico e collega di Toscano, “I suoi abbracci? Ho sempre scorto il sorriso sul volto di Marcello anche nei momenti apparentemente bui, e sarà così anche ora, mentre in televisione parlano di lui lo immagino in quella risata che lo ha sempre contraddistinto, così come lo immagino nel suo stupore per la violenza che gli è stata riservata”.

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