Un operaio, Antonio Scognamiglio, di 59 anni è morto a Portici mentre svolgeva lavori di edilizia in un’abitazione privata. E’ caduto dal tetto di un palazzo mentre stendeva la guaina sul lastrico solare. La caduta da un’altezza di circa tre piani, l’uomo è morto sul colpo.
L’allarme è scattato intorno alle 11, lanciato da alcuni abitanti del popoloso quartiere dell’Addolorata, nel centro storico della cittadina a ridosso del capoluogo campano.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i Carabinieri della stazione Portici e della sezione operativa di Torre del Greco. Sono in corso indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto.
Così in una nota, il segretario generale Fillea Cgil Napoli
“A 24 ore dalla giornata nazionale sulle morti sul lavoro, in Campania registriamo l’ennesima vittima sul lavoro in edilizia. L’ennesima tragedia, l’ennesimo rimpianto su cosa si poteva, si può e si deve fare per fermare questa strage senza fine”. Così in una nota, il segretario generale Fillea Cgil Napoli, Giuseppe Mele, commentando l’incidente sul lavoro che è costato la vita al 59enne di Portici. “Al di là delle singole responsabilità che verranno accertate dalle autorità competenti – rimarca Mele – è arrivato il momento di fare una seria riflessione su cosa intendiamo per cultura del lavoro sicuro a Napoli e nella nostra regione, attivando subito una cabina di regia permanente che coinvolga istituzioni, sindacati, enti paritetici e centri di formazione che abbia il compito di mettere in campo – conclude il segretario generale Fillea Cgil Napoli – ogni strumento possibile per porre un freno alla lunga scia di morti bianche nel settore edile”.
UGL: basta parlare di fatalità
“Ancora una vita spezzata sul posto di lavoro. A nome dell’Ugl esprimo cordoglio alla famiglia della vittima e sgomento per una tragedia che si doveva evitare. È inaccettabile parlare di fatalità di fronte ad una vera e propria strage quotidiana”. Lo hanno dichiarato, in una nota congiunta, Paolo Capone, Segretario Generale dell’Ugl e Maria Rosaria Pugliese, Segretario Regionale Ugl Campania, in seguito all’incidente sul lavoro in cui ha perso la vita l’operaio di 59 anni. “Come ribadito dal Presidente della Repubblica Mattarella – sottolineano i due esponenti Ugl -, lavorare non può significare porre a rischio la propria vita. Servono riforme urgenti come il coordinamento delle banche dati per intensificare i controlli e, soprattutto, una capillare formazione sulla sicurezza a partire dalle scuole al fine di rafforzare la prevenzione. Con la manifestazione ‘Lavorare per vivere’, l’Ugl intende sensibilizzare l’opinione pubblica e il Governo sul drammatico fenomeno delle cosiddette ‘morti bianche’. Non bastano più – concludono Capone e Pugliese – le parole, urgono azioni concrete”.









