Sesta giornata del campionato regionale di Eccellenza Campania Girone A. Allo Stadio Comunale di Ottaviano si affrontano il Savoia 1908 di Torre Annunziata ed il Calcio Pomigliano dell’omonima città. Entrambe le formazioni sono nella parte bassa della classifica ed hanno recentemente cambiato la guida tecnica. I tre punti in palio sono ossigeno puro per la classifica: a respirare oggi sono stati i granata che hanno prevalso per 2 a 1 al termine di una gara povera di contenuti tecnici.

La partita si gioca a porte chiuse su disposizioni della Questura in seguito agli scontri tra gli ultras oplontini e quelli nolani avvenuti a Cercola il 24 settembre scorso e l’innaturale silenzio degli spalti viene squarciato solo dalle voci dei protagonisti in campo.

Mister Lampitelli, subentrato a Tony Barbera, schiera i suoi con il 4-3-2-1 dove Scarpa e Onda fanno sì da supporto a Liccardi, ma partendo da posizioni più centrali rispetto al passato, in modo da dare copertura al centrocampo e cucire meglio il gioco dei bianchi.

Anche sulla sponda pomiglianese c’è un tecnico all’esordio in campionato, Felice Rea, fresco di panchina avendo sostituito da pochi giorni mister Baratto dopo la cinquina casalinga subìta la scorsa settimana dall’Ischia di Buonocore. Il modulo scelto per questa gara è il 4-3-3 con Moccia e Chironi abili frombolieri a supporto dell’ariete Abayan.

La tensione per l’importanza del risultato ed i limiti impliciti dei 22, impediscono alle squadre di giocare in maniera serena e le manovre risultano frammentarie e poco gradevoli. La vis agonistica c’è e sopperisce in parte alle mancanze tecniche. La prima chances è per il Savoia con il solito Ciccio Scarpa che manda in porta l’esterno Carlo Russo il quale entra in area dalla sinistra ma conclude con un rasoterra di piatto, privo di potenza e precisione: Torino di piede manda in angolo.

Al 20° passa in vantaggio il Pomigliano con percussione centrale orchestrata da due dei tre ex oggi in campo. Il puntero Abayan accarezza all’indietro con la suola per l’inserimento rapace di Gabriel Chironi il cui piattone a botta sicura viene respinto miracolosamente da Landi, troppo facile il tap in per Moccia che da due passi infila per l’1-0. Ancora una volta la difesa oplontina è una ben riuscita imitazione delle statuine del presepe di San Gregorio Armeno.

Il Savoia però non ci sta e reagisce con grande veeemenza. Dopo Due minuti Scarpa si invola al limite dell’area e viene steso senza troppi complimenti: punizione da posizione centrale un paio di metri oltre la lunetta. Sul punto di battuta il dieci dei bianchi, che ha un piede molto ben educato, e lo dimostra confezionando un destro meraviglioso per potenza ed eleganza che trafigge Torino, vanamente proteso in tutto alla sua destra.

Sulle ali dell’entusiasmo i bianchi cercano di doppiare gli avversari ma, pur tenendo per larga parte del tempo il controllo della sfera, non riescono ad incidere in fase offensiva, vuoi per la sterilità della manovra fatta di passaggi orizzontali tra i vertici bassi del centrocampo ed i difensori centrali, vuoi per l’inconsistenza della punta centrale, mobile come una poltrona Luigi XV e scarsamente propenso al gioco di sponda.

Mentre il tempo volge al tramonto si concretizza il raddoppio del Pomigliano su calcio di rigore concesso a mani piene dall’arbitro, il nocerino sig. De Angelis, il quale tra l’incredulità dei 22 in campo decreta la massima punizione motivi rimasti oscuri ai più. L’ipotesi più accreditata sembrerebbe essere il fallo di mani di Guarro su incursione dalla linea di fondo che si era spenta nelle mani di Mario Landi. Siamo in una sitiuazione a metà tra l’allucinazione ed il delirio. Ragosta con una botta centrale riporta i suoi in vantaggio segnando il punto che risulterà essere decisivo per le sorti del match.

Passano pochi secondi ed un’altra mazzata si abbatte sulla squadra torrese che resta in 10 per l’espulsione di Paolo De Cristofaro che a gioco fermo colpisce al volto Gabriel Chironi che tardava a restituire il pallone. Rosso diretto e Savoia sotto di una rete e di un uomo per la seconda volta in stagione. Nel parapiglia seguente giallo anche per Mario Landi e incredibile rosso al DG savoiardo Carmine Palumbo il quale ha sempre comportamenti da galantuomo e stava solo cercando di riportare la calma tra i contendenti.

La ripresa parte con il Savoia che cerca di fare la gara e a tratti, ci riesce pure. Intendiamoci niente di che ma la squadra bianca assume il costante controllo delle operazioni ed il Pomigliano non mette assieme tre passaggi di fila. Purtroppo per gli oplontini i problemi che si palesano nella ripresa sono esattamente quelli del primo tempo e di gran parte di questo sciagurato inizio di stagione ovvero scarsa qualità individuale e poca propensione offensiva dei terzini con conseguente intasamento delle vie centrali.

Il bottino di questa pressione offensiva operata in inferiorità numerica è un colpo di testa di Onda a lato di pochi centimetri e un calcio di rigore grande come un condominio di medie dimensioni non ravvisato dal direttore di gara che non si accorge del calcione sesquipedale rifilato da Liberti a Strazzullo che lo aveva anticipato nel controllo di un pallone spiovente poco entro il limite dell’area di rigore. A dire il vero molte altre decisioni del fischietto nocerino hanno sollevato parecchi dubbi; in particolare la gestione dei cartellini che avrebbe dovuto vedere anzitempo negli spogliatoi Fiorillo, che già  ammonito aveva bloccato con la mano una buona azione dei bianchi, e sicuramente almeno ammonito se non espulso il terzino Granata spesso in ritardo falloso su Scarpa.

Il cambio di panchina non ha prodotto i cambiamenti auspicati, il Savoia continua il trend di sconfitte ed è relegato al terz’ultimo posto in classifica con la peggiore difesa del girone (12 reti subìte in condominio con il Massalubrense) ed il secondo peggior attacco con 5 centri realizzati di cui nemmeno una rete messa a segno dalle punte.

Qualche leggero miglioramento nel gioco si è intravisto oggi, perché la posizione accentrata di Scarpa e Onda ha consentito di avere un minimo di credibilità in più nella trequarti avversaria. Purtroppo per gli uomini di Lampitelli il terminale offensivo della manovra è drammaticamente lento e inadeguato per cui non risulta di alcuna utilità né per la finalizzazione della manovra e idem per la sua costruzione.

La difesa continua a timbrare con regolarità sconcertante il cartellino del gol subìto alla media di due per partita. Una enormità. Basti pensare che oggi è bastato un tocco di suola Abayan, che i tifosi biancoscudati conoscono bene e non se ne ricordano come un emulo di Batistuta, per spalancare a Chironi praterie nel cuore dell’area. Francamente cose che non sono tollerate nemmeno all’oratorio.

Urgono interventi riparatori con elementi di categoria, anche a costo di ripensare l’impostazione iniziale e fare a meno di qualche (presunto) senatore.

Salvatore Curcio