Il Napoli cade ad Anfield ma ne esce con orgoglio: 2-0 bugiardo, azzurri primi

Prima sconfitta stagionale per il Napoli, una sconfitta indolore, che consente agli azzurri di chiudere il girone al primo posto

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Sconfitta? Sì. Tragedia? No, grazie. Una caduta sulla quale il Napoli non si sbuccia le ginocchia, la prima stagionale, che però non conta praticamente niente: azzurri al primo posto malgrado il 2-0 subìto ad Anfield.

Un risultato bugiardo, che non rispecchia affatto il canovaccio della partita, giocata a grandi ritmi, ma allo stesso tempo con un terrificante equilibrio, tant’è che per poco non si assomigliano anche i numeri di passaggi delle squadre.

Il Napoli esce con grande orgoglio da Anfield, consapevole di aver giocato un ottimo calcio in uno dei campi più difficili d’Europa e di aver disputato una partita in cui è trasparito il segno di una personalità da grande squadra che va maturando sempre di più nello spogliatoio di Spalletti.

E c’è da ricordarsi che questa sconfitta, come detto prima, non condanna gli azzurri a tremare di fronte all’urna di Nyon (dove verranno estratti gli accoppiamenti degli ottavi di finale lunedì prossimo). Il Napoli potrà trovare squadre più agibili, ma si fa per dire: in Champions League non esistono squadre facili, tuttavia gli azzurri stasera hanno dimostrato di essere pronti a giocare partite di un certo calibro.

Sono stati quasi 100 minuti ad intensità forsennata: la palla non sta mai ferma, visti i ritmi europei che costringono entrambe le squadre a giocare veloce, con due tocchi per giocatore prima di scaricare. E’ un continuo pressing a fasi alterne, servono cuore e polmoni, eppure si sta giocando una sesta giornata con un girone praticamente già definito.

Il Napoli domina sulla fascia sinistra, con Olivera che dà gli incubi a Salah per tutta la partita: l’egiziano non tocca palla di fronte alla supremazia dell’uruguagio. E poi c’è Kvaratskhelia, che, specialmente ad inizio gara, ubriaca Alexander-Arnold a suon di tunnel e dribbling.

Nella ripresa Ostigard trova il gol del vantaggio azzurro: un gran gol del norvegese, che si fionda di rabbia sulla pennellata perfetta di Kvaratskhelia. Gol annullato per un fuorigioco veramente impercettibile senza tecnologia: per una questione di centimetri il risultato resta inchiodato sullo 0-0.

Il tempo scorre e per i Reds si fa sempre più remota la possibilità di vincere clamorosamente con quattro gol di scarto: entrambe le squadre non vogliono perdere e cominciano ad allungarsi a caccia di un gol che deciderebbe le sorti della partita.

E all’85’ arriva un gol che dispiace, firmato da Salah: l’egiziano raccoglie la respinta di Meret su un colpo di testa di Van Dijk da corner e deposita la palla in rete per il vantaggio dei Reds.

All’ultimo respiro c’è tempo per il 2-0, un gol fotocopia: ancora Van Dijk a svettare di testa, stavolta sulla respinta di Meret si fa trovare pronto Darwin Nunez, inizialmente giudicato in posizione di offside, poi rivista al VAR, che ha giustamente assegnato il gol alla compagine di Klopp. Finisce proprio dopo l’assegnazione del gol.

E’ un risultato bugiardo, che a tratti può dispiacere perché gli azzurri non hanno assolutamente meritato di perdere, oppure per la possibilità di chiudere a punteggio pieno che per gli azzurri sarebbe stato un record non da poco. Tuttavia, non c’è niente di cui disperarsi, dopo un girone in cui il Napoli è andato oltre le più rosee aspettative. Riassunto in una sola parola: orgoglio.

Giuseppe Garofalo

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