Calcio: -5 al Mondiale, apre i battenti un’edizione insolita di un classico intramontabile

Sta per iniziare la più importante rassegna calcistica al mondo, un’edizione strana, d’inverno e soprattutto senza Italia

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Ci siamo, tutto è pronto per il grande inizio dei Mondiali di calcio. Alle porte la ventiduesima edizione del torneo dei tornei, un’edizione insolita rispetto alle altre, la prima nella storia ad essere giocata in inverno e l’ultima a 32 squadre, prima di passare a 48 dal 2026.

Un mondiale che ha scatenato non poche polemiche per la sua organizzazione, prima per la sospensione dei campionati di un mese e mezzo, poi per il caso Castillo dell’Ecuador e per la possibile esclusione dell’Iran, cose che per mesi hanno messo in tavola l’assillante quanto poco credibile storiella del ripescaggio Italia.

Fino ad arrivare ad altri dibattiti, stavolta contro il governo del Qatar, che per disputare la Coppa del Mondo ha dovuto sacrificare la bellezza di 6500 operai morti nella costruzione degli stadi. Silenzio totale, malgrado nazionali come Inghilterra, Francia e Germania abbiano provato ad alzare la voce, chiedendo un fondo per le vittime. In pratica un Mondiale organizzato contro ogni diritto umano.

Ma, tralasciando questo aspetto orribile, veniamo a ciò che riguarda il Mondiale in fatto di calcio, ciò che appassiona milioni di persone sparse per il mondo, tutte accomunate dalla vocazione per il pallone che rotola, che un certo Pelè paragona alla cosa più bella che esista.

E’ un Mondiale che, come tutti gli altri, sarà senza dubbio garanzia di spettacolo e divertimento, con le big d’Europa e le due del Sudamerica che si contenderanno la coppa dorata. Fra le favorite soprattutto Francia, Brasile e Argentina, quest’ultima intenzionata a regalare una gioia al D10S con il sostegno di moltissime persone anche nell’area vesuviana.

Sarà l’ultima Coppa del Mondo per Messi e Ronaldo, che entrambi non hanno mai avuto in carriera il piacere di sollevare al cielo il trofeo iridato: uno dei due, se non entrambi, non potrà mai sperimentare sulla propria pelle il brivido di vincerlo.

D’altro canto è il primo ballo per giovani in rampa di lancio come Foden, Pedri, Gavi, Vinicius Jr, Bellingham, Musiala, Nkunku ed altri. Attenzione quindi a questo Mondiale, vetrina che offre al calcio un’ottima vetrina per la nuova generazione.

Si parte quindi domenica con la gara inaugurale che vede confrontarsi i padroni di casa del Qatar contro l’Ecuador, per terminare il 18 dicembre, esattamente una settimana prima del Natale, con la finale in programma al Lusail Stadium di fronte a 80.000 spettatori circa.

Un Mondiale sentito più che mai in Argentina, tant’è che durante le partite dell’Albiceleste si fermerà la nazione: chiuderanno negozi, ristoranti e bar, le lezioni a scuola si interromperanno per seguire Messi e compagni. Ennesima testimonianza che da quelle parti il calcio è sacro, come insegnato dal maestro Maradona.

E poi c’è l’Italia, che da campione d’Europa si ritrova costretta a guardare il Mondiale dal divano mentre continua il “periodo di transizione” progettato da Mancini. Copertina, camino e albero di Natale faranno per la penisola una Coppa del Mondo alternativa, sperando che fra quattro anni il cielo in America possa tingersi di azzurro. Ma stavolta per davvero.

Giuseppe Garofalo

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