Le nuove leve del cosiddetto “Terzo sistema stabiese” gestiscono lo spaccio di stupefacenti al rione “Moscarella” di Castellammare di Stabia. E’ l’ipotesi sulla quale stanno lavorando i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che hanno aperto un’inchiesta alla luce delle ultime operazioni effettuate sul posto dalle forze dell’ordine.

In particolare, si fa riferimento a due giovani denunciati a piede libero dai carabinieri nei giorni scorsi, in quanto trovati con addosso dosi di cocaina e marijuana pronte per essere vendute agli acquirenti. Un’attività di spaccio che continuerebbe dunque senza sosta, nonostante gli ultimi arresti che hanno assestato un duro colpo alla cosca camorristica di Moscarella.

Castellammare, così il “Terzo sistema” gestisce lo spaccio a “Moscarella”: l’inchiesta dell’Antimafia

In manette sono infatti già finiti Raffaele Polito e Siverio Onorato, ritenuti dagli inquirenti a capo del sodalizio criminale. Ma l’attività delle forze dell’ordine ha portato, nelle scorse settimane, agli arresti anche di numerosi gregari del clan equidistante sia dai D’Alessandro che dai Cesarano. Adesso l’obiettivo dell’Antimafia è capire se a Moscarella c’è qualcuno che sta guidando le nuove leve.

Proprio sul fronte del traffico di sostanze stupefacenti si è tornata infatti ad alzare l’attenzione delle forze dell’ordine a Castellammare. Tant’è vero che, oltre a Moscarella, i riflettori sono costantemente accesi anche al rione “Savorito”, ritenuto il feudo incontrastato degli Imparato, meglio conosciuti come “i paglialoni”. Proprio in questo quartiere, giovedì scorso, vigili e carabinieri hanno effettuato dei controlli al mercato settimanale.

Il caso del mercato “saltato” per il lutto del boss

Va ricordato che due settimane fa le bancarelle furono costrette a non presentarsi, in segno di lutto per la morte di un parente di uno dei capi della cosca. Tornando invece a Moscarella, gli arresti di Polito e Onorato sembravano aver assestato un duro colpo alla piazza di spaccio del quartiere. Invece le ultime denunce e gli ultimi sequestri di droga hanno spinto le forze dell’ordine e l’Antimafia a ipotizzare la presenza di un nuovo gruppo, composto per lo più da giovani, in grado di portare avanti l’attività del clan.

Una vera e propria organizzazione malavitosa, nata tra le palazzine del rione Moscarella, con un’idea ben chiara: opporsi in tutti i modi ai due poli della camorra cittadina, ovvero i D’Alessandro e i Cesarano. Secondo gli inquirenti, gli affiliati del gruppo di Moscarella, grazie anche all’aiuto di piccoli fiancheggiatori, avevano aperto una piazza di spaccio anche a Santa Maria la Carità.

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