castellammare via caio duilio

Lotta all’abusivismo edilizio, il Comune di Castellammare di Stabia ordina la demolizione di tre verande abusive sui marciapiedi di via Caio Duilio, nel quartiere dell’Acqua della Madonna. I commissari prefettizi mostrano dunque il pugno duro contro il fenomeno del mattone selvaggio. Nel caso specifico, sono stati stanziati 15mila euro per incaricare una ditta di eseguire le demolizioni. I soldi saranno poi recuperati da chi ha realizzato gli abusi.

Una storia, quella di via Duilio, che va avanti ormai da 13 anni. Era infatti il 2009, quando alcuni privati decisero di costruire delle verande sui marciapiedi pubblici, occupando la strada e ostacolando anche il passaggio. Già nel dicembre del 2009 infatti, i tecnici del Comune accertarono gli abusi, durante i lavori di rifacimento dei marciapiedi della zona.

Castellammare, abusivismo: ordinata la demolizione di tre verande in via Caio Duilio

Pochi mesi dopo arrivarono anche le diffide per la rimozione delle opere fuorilegge, ma dai privati non fu preso alcun provvedimento. L’ultimo capitolo di questa battaglia per la legalità risale al settembre del 2021, quando in seguito ad un nuovo sopralluogo sul posto, i vigili accertarono ulteriori abusi edilizi sempre nel quartiere.

Adesso, su impulso della triade commissariale, il Comune ha deciso di ordinare l’immediato abbattimento delle tre verande, ricordando che “gli abusi edilizi sono illeciti a carattere permanente, ovvero i poteri repressivi del Comune in materia urbanistica non si estinguono per decadenza o prescrizione”. Non si ferma dunque la lotta all’abusivismo edilizio a Castellammare.

Fari puntati anche sulla zona archeologica di Varano

Anche alla luce della tragedia avvenuta ad Ischia, i commissari prefettizi hanno deciso di fare una nuova ricognizione del territorio, confermando la mano dura contro i reati ambientali. Fari puntati anche sulla zona archeologica di Varano, dove sarebbero centinaia le costruzioni abusive. Un fenomeno che è da sempre considerato uno dei motivi del mancato sviluppo degli scavi stabiesi.

In passato le Procure di Torre Annunziata e di Napoli hanno sollecitato il Comune, che per eseguire gli abbattimenti dovrà attingere da un apposito fondo messo a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti. Proprio a Varano, infatti, molte ville archeologiche sarebbero ancora sepolte sotto metri di terreno e asfalto. Ma le attenzioni sono concentrate anche sulla zona di Pozzano, dove nel 1997 una frana provocò la morte di 6 persone.

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