Partito oggi a Napoli il primo flash mob per il popolo iraniano

“Donna Vita Libertà” da Napoli il primo flash mob solidale dello spettacolo italiano

Fortemente voluto da Marisa Laurito e da altri artisti, intellettuali e volontari della società civile, “Donna, vita, libertà” è il nome del primo flash mob solidale del mondo dello spettacolo italiano per il popolo iraniano. Una idea promossa per mostrare un profondo dissenso contro la repressione del regime islamico. In tanti si sono ritrovati davanti al teatro Trianon per gridare il loro no alle violenze in Iran, per chiedere a gran voce la fine delle esecuzioni capitali e il rilascio dei manifestanti arrestati dal regime iraniano, che sono già arrivati a quota 18mila.

Il flash mob è partito nella giornata di oggi alle 12.00, dallo storico teatro di Forcella e si sposterà poi all’Officina Pasolini di Roma sabato 21 gennaio. Il programma si è svolto tra letture e canzoni per la magistrale regia di Davide Iodice, insieme ad interventi molto attesi come quelli di Gianni Valentino, Roberto Colella, Marina Confalone, Pegah Moshir Pour, Valeria Parrella e tanti altri.

In Consiglio regionale un ordine del giorno

Tra i primi a rispondere all’appello di Maurisa Laurito, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: “Pieno sostegno e adesione all’iniziativa organizzata oggi in piazza Calenda a Napoli da Marisa Laurito e dal teatro Trianon, insieme alle associazioni e ai cittadini che condividono la battaglia per i diritti civili del popolo iraniano. Siamo con le donne, i giovani e il popolo iraniano. Lunedì prossimo in Consiglio Regionale, presenteremo un ordine del giorno rivolto al Governo nazionale”.

De Luca ha poi aggiunto: “È inaccettabile che un popolo di tradizioni millenarie metta in atto azioni e violenze colpendo un’intera generazione. Facciamo appello al Governo affinché in sede europea e di Nazioni Unite prenda iniziative per garantire la vita e l’incolumità di donne, uomini e giovani che manifestano. Sono intollerabili per le coscienze civili di ognuno di noi gli episodi a cui assistiamo”.

In piazza con la Laurito anche tanti rappresentanti delle istituzioni locali, presenti l’assessore regionale, Armida Filippelli, e il vicesindaco di Napoli, Laura Lieto, che hanno espresso la vicinanza e il sostegno di Regione e Comune ”alle battaglie per i diritti, la libertà e la democrazia”. E inoltre rappresentanti delle istituzioni accademiche e del terzo settore che hanno sponsorizzato l’iniziativa.

La petizione lanciata da Marisa Laurito

Con oltre 83mila firme raccolte, in pochi giorni dalla petizione lanciata su change.org., nell’appello della protesta si chiede a gran voce “al Premier Giorgia Meloni e al Ministro degli Esteri Antonio Tajani di prendere una posizione decisa nei confronti del Regime Iraniano; al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella di convocare immediatamente all’atto del suo insediamento l’ambasciatore iraniano, dichiarandolo persona non grata e di richiamare il nostro ambasciatore in Iran per consultazioni.

Al Presidente della commissione europea von der Leyen di mettere in campo tutte le iniziative di competenza dell’Unione per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali in Iran”.

Dal palco la giovane attivista iraniana, Pegah Moshir Pour, nata in Iran e cresciuta in Italia, ha recitato in italiano la canzone, scritta da un giovane ragazzo iraniano, diventata l’inno delle proteste nel Paese asiatico ed ha rinnovato l’appello ”a sostenere la lotta, ad essere presenti in ogni modo” e alle Università italiane ”a mettere in campo ogni iniziativa per evitare che i giovani iraniani che sono in Italia per un periodo di studio debbano rientrare in Iran dove rischiano la vita”.

Martina Amante

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