Anatoly Aksakov, Presidente della Commissione della Duma di Stato russa per i mercati finanziari, ha dichiarato che il disegno di legge sui pagamenti transfrontalieri in criptovalute dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2023. Con questa legge, le imprese potranno pagare in criptovalute i beni da importare.

Però, Aksakov ha aggiunto che la circolazione di tali criptovalute deve avvenire attraverso un’infrastruttura nazionale. Quindi, la Russia svilupperà un suo crypto exchange nazionale già ad aprile-giugno 2023. Anche gli utenti retail potranno accedervi.

È un disegno di legge che potrebbe essere adottato tra gennaio e febbraio 2023 e che dal secondo trimestre inizierà già a funzionare. Secondo il Presidente, sul mercato finanziario, il fatturato delle valute digitali dovrebbe passare attraverso l’infrastruttura nazionale, quindi l’exchange crypto russo potrebbe apparire nel periodo tra aprile e giugno 2023. E tra i migliori crypto exchange già esistenti sui mercati mondiali si inserirà una nuova realtà sovietica.

Inoltre, il suo accesso non sarà solo per le aziende, ma anche per i privati. Le imprese saranno in grado di condurre pagamenti internazionali in criptovaluta, anche per le importazioni parallele. Allo stesso tempo, le organizzazioni di potere dell’Occidente non saranno in grado di impedire sanzioni nell’ambiente digitale. Almeno per ora.

I primi dubbi e i rischi sul progetto

Attualmente il documento è all’esame della Duma di Stato, ma le discussioni sono fiorite immediatamente. La principale critica è legata al rischio di aprire un canale incontrollato di capitali dalla Russia. Pertanto, i partecipanti al progetto hanno proposto di prescrivere alcune norme aggiuntive al fine di eliminare questo pericolo. Emendamenti che eventualmente saranno aggiunti nella seconda lettura.

Poi ci sono i rischi legati alle sanzioni, anche se il mercato digitale è più difficile da mettere sotto pressione. Il programma, infatti, è stato creato per ovviare alle restrizioni in un luogo, che si sono susseguite dopo l’inizio della guerra contro l’Ucraina. I minatori e gli esperti di crypto parlano di sicurezza e di impossibilità di influenzare tali transazioni.

Il controllo dell’Esterometro

Generalmente, la comunicazione delle operazioni transfrontaliere deve essere inviata all’Agenzia delle Entrate con riferimento ai dati relativi alle operazioni, attive e passive, esistenti tra soggetti del territorio e quelli esteri. Le transazioni crittografiche saranno quindi controllate attraverso un’infrastruttura russa che passa il fatturato con tutte le movimentazioni delle criptovalute.

Inoltre, è probabile che per i pagamenti le grandi aziende utilizzino le stablecoin – valute digitali dal prezzo stabile. Queste monete sono comparse in giurisdizioni straniere e sono già impiegate attivamente. Il loro vantaggio è che hanno dei tassi di fluttuazione minimi. Le istituzioni russe vorrebbero creare un sistema informativo che non sia controllato dalle strutture di potere dell’Occidente, per questo hanno istituito una legge sulle attività finanziarie digitali.

Altri progetti in fase di avvio

Nel Paese risulta che ci siano molte persone desiderose di lavorare in questo mercato. E sempre la Duma si sta confrontando con i responsabili delle Borse locali per far partire l’iniziativa di creare gettoni d’oro che sarebbero sostenuti da lingotti in deposito. Questi token saranno richiesti anche come mezzo di pagamento internazionale.

Inoltre, vogliono accogliere un disegno di legge sul rublo digitale che prevedono di legalizzare nel primo trimestre del 2023. E in futuro, anche le valute digitali nazionali potranno essere utilizzate per gli scambi tra Paesi diversi.

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