Una folla straziata, un intero paese commosso ha dato, questa mattina, l’ultimo saluto al piccolo Giovanni, morto lunedì scorso mentre era a scuola e partecipava al progetto Sport di classe di Sport e Salute, un progetto ludico-sportivo attivo presso la sua scuola, l’istituto de Curtis di Sant’Antonio Abate.

Tante le preghiere e ancora tanti i “perchè?”
La piccola piazza della Libertà sulla quale si erge la Parrocchia di Sant’Antonio Abate, nel centro della cittadina ai piedi dei Lattari e a pochi metri dalla Casa Comunale era completamente gremita, tanti bambini e tante lacrime per la giovane vita di Giovanni spezzata in modo in accettabile mentre era sereno e giocava con i suoi compagni.
Al cielo, insieme ai palloncini bianchi e azzurri sono salite tante preghiere, mentre restano ancorati alla triste realtà che sta angosciando l’intera comunità abatese i tanti perchè di una morte tanto assurda e ancora senza un motivo ben chiaro.

L’improvviso malore a scuola
Giovanni accusò un malore, accasciandosi davanti ai compagni di classe, mentre era a scuola e partecipava al progetto Sport di classe di Sport e Salute, un progetto ludico-sportivo attivo presso l’istituto de Curtis di Sant’Antonio Abate. Lunghi massaggi cardiaci e poi la corsa verso l’ospedale “San Leonardo” di Castellammare di Stabia, risultata inutile dato che il piccolo vi giunse già privo di vita.
Lutto cittadino e sindaco vicino alla famiglia
L’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino per il tempo della cerimonia funebre, in piazza anche il primo cittadino Ilaria Abagnale con la fascia tricolore a rappresentare la vicinanza delle istituzioni ad una famiglia segnata da un lutto insopportabile.

Indagini e autopsia per chiarire una tragedia inaccettabile
Per la sua morte la Procura di Torre Annunziata, che ha iscritto nel registro degli indagati, con l’ipotesi di omicidio colposo, cinque persone, quattro appartenenti all’organico della scuola e un pediatra. Tra i punti ancora da chiarire i motivi del mancato utilizzo sul piccolo del defibrillatore di cui l’Istituto dispone, ma che non è stato utilizzato, non è chiaro se perché guasto o per mancanza di operatori che sapessero usarlo.
Proprio l’autopsia effettuata ieri dovrà accertare se il mancato uso del defibrillatore possa aver compromesso l’esito dei successivi soccorsi.









