Violenza a e bullismo a Torre del Greco, in provincia di Napoli, dove un 11enne è stato aggredito dal branco e colpito con un tirapugni in faccia. La zia del bambino ha riferito che una gang composta da 3 ragazzini ha preso di mira il nipote undicenne “attaccandolo fisicamente” fino a sferrargli “tanti pugni in faccia con un tirapugni in metallo, tanto da fargli saltare un incisivo e procurargli contusioni e lividi all’altezza degli zigomi.
L’ingiustificata e violenta aggressione è avvenuta lo scorso giovedì sera in via Nazionale, nei pressi della chiesa del Buonconsiglio, zona Leopardi a poche centinaia di metri dal luogo della mortale aggressione al 19enne Giovanni Guarino, nel luna park che sorge lungo la stessa strada, esattamente un anno fa. Giovanni fu accoltellato a morte da due ragazzi non ancora 15enni, per difendere un amico “colpevole” di aver rivolto uno sguardo di troppo agli aggressori.
A soccorrere il giovanissimo malcapitato, dopo la furia del branco, un’ambulanza del 118. Sul posto anche Polizia e Carabinieri per raccogliere le prime testimonianze ed avviare le indagini: “Sono dei ragazzini che non conosco, ma stavo giocando con loro. All’improvviso in tre mi hanno aggredito e uno di loro mi ha colpito anche con un tirapugni in faccia” ha loro dichiarato l’11enne che dopo il violento pestaggio è stato abbandonato dai bulli che si sono dati alla fuga. I poliziotti del commissariato di Torre del Greco, che indagano sull’accaduto coordinati dalla Procura per i Minorenni di Napoli, hanno già identificato alcuni dei minori, tutti di età compresa tra gli undici e i tredici anni, dunque sotto la soglia dell’imputabilità.
I giovanissimo componenti del branco ora saranno ascoltati dagli inquirenti e, accompagnati dai genitori, dovranno rilasciare la loro versione dei fatti. Saranno poi segnalati alla Procura.
Il ragazzino ferito è stato curato nell’ambulanza dal personale medico, non è stato necessario il ricovero. Successivamente ha fatto rientro con i familiari a casa.
“Una gang di 3 bambini di età tra 11-13 anni ha preso di mira mio nipote, un loro coetaneo, attaccandolo finché una di queste bestie, perché bambini non si possono chiamare, ha cominciato a dargli tanti pugni in faccia con un tirapugni”. Così ha scritto una zia del ragazzino al deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, mostrandogli le foto dei segni di violenza subiti dal nipote. Il branco di aggressori è entrato in azione proprio sul sagrato della chiesa del quartiere, ha spiegato la donna che ha aggiunto: “Non oso immaginare quello che saranno capaci di fare quando cresceranno”.
Immediata la risposta di Borrelli che ha fatto sapere di avere chiesto alle Autorità un intervento duro: “Gli aggressori dovranno essere sottoposti a punizioni esemplari e anche sulle loro famiglie dovranno esserci interventi perché, evidentemente, ci sono state parecchie lacune educative”. Per Borrelli “è proprio l’educazione il nodo cruciale di questa emergenza sociale. Troppi giovani e giovanissimi crescono con il mito dei criminali celebri, resi leggendari anche dal cinema e dalla tv, ed in generale dalla cultura di massa, e con la cultura della violenza, vista come unico mezzo per poter emergere e prendersi quel che si vuole con facilità a rapidità. Scuola, Istituzioni e famiglie devono cooperare per poter ripristinare il concetto di sana educazione e poter così lasciare in eredità alle nuove generazioni quei valori e concetti che oggi si stanno perdendo e dimenticando. Se non vi sarà un’inversione di tendenza, assisteremo al degrado più totale”.









