Stupro Caivano: 200 in corteo con don Patriciello, pochi i residenti del Parco Verde

Il presidente del Consiglio giovedì a Caivano. "Io ho fiducia in questa donna ed è importante che sia una donna a venire qui". A De Luca: “Non l'esercito, ma un esercito di insegnanti”

Oltre duecento persone, sotto una leggera pioggia, si sono raccolte all’esterno della parrocchia di San Paolo Apostolo, nel Parco Verde di Caivano, da dove è partita la manifestazione che si è tenuta lungo le strade del quartiere, organizzata dai comitati civici per esprimere vicinanza e solidarietà dopo gli episodi di violenza sessuale subiti dalle due cuginette.

Oltre duecento persone in strada, ma poca la gente del Parco Verde

Poche decine le persone residenti nel quartiere, in minoranza rispetto ad associazioni e rappresentanti delle forze politiche.

A guidare il corteo è stato guidato dal parroco don Maurizio Patriciello. In corteo anche quattro sindaci della zona, il deputato Francesco Borrelli, tra i promotori dell’iniziativa, la vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno e l’assessore regionale alla Legalità, Mario Morcone. Tra i presenti alla manifestazione anche l’ex presidente della Camera, Roberto Fico e la sottosegretaria Pina Castiello.

“Ricostruiamo il Parco Verde”

Fermiamo gli spacciatori, i camorristi e gli stupratori del Parco Verde“, “Le bambini vanno amate, non stuprate“, “Ricostruiamo il Parco Verde“, “Per fermare la violenza servono pene severe“. Sono alcuni dei cartelli impugnati da quanti hanno sfilato per le strade di Caivano dopo la violenza subita dalle due cuginette di 10 e 12 anni da parte di un branco, due maggiorenni e tanti ragazzini.

La manifestazione è partita dalla parrocchia di San Paolo Apostolo ed è proseguita a piedi fino all’ex centro sportivo Delphinia, dove sarebbero avvenuti alcuni degli episodi di violenza sessuale."Ricostruiamo il Parco Verde"

“Fiducia in Meloni ma non dateci soldi”.

“Se ho fatto un invito è perchè credo che lei possa fare qualcosa di buono. Che lei abbia risposto è già un grandissimo atto di cortesia, non sempre succede che un premier risponda a un parroco di periferia”. Lo ha detto don Maurizio Patriciello parlando con i giornalisti della visita del presidente del Consiglio, prevista per giovedì a Caivano. “Non solo ha risposto – aggiunge – ma lo ha fatto positivamente. Giovedì mattina sarà qui e noi la aspettiamo per ascoltare quello che ci dirà. Ha detto che ha delle proposte concrete e io non ho alcun motivo per dubitarne.

Io ho fiducia in questa donna ed è importante che sia una donna a venire qui”. Rivolgendosi a Meloni e al Governo il parroco del Parco Verde ha aggiunto: “Non mandateci soldi. Date ai cittadini di Caivano quello che è un loro diritto. Abbiamo diritto a 60 vigili urbani? Non ne vogliamo uno di meno.

“Ridate questo spazio ai bambini e mettete le famiglie in condizione di andare avanti”

Il numero degli assistenti sociali deve essere quello che è sulla carta, i servizi sociali devono essere amici, devono rappresentare un supporto per le famiglie, non fare paura perché portano via i bambini.

Mi auguro avvenga quanto accaduto con i carabinieri, oggi vicini alla gente del posto e visti non più in modo ostile. Vogliamo i vigili in strada, le telecamere. Siamo nel cuore di quella che è definita la terra dei fuochi, dove vengono a sversare rifiuti da ogni dove. I territori diventano ghetti e tutto questo porta a questo. Non ci rassegniamo certo, dobbiamo andare avanti e anche se salveremo un solo bambino avremo fatto tanto“.

A De Luca: “Non l’esercito, ma un esercito di insegnanti”

“Oggi il ‘governatore’ ha parlato di uno stato d’assedio. I carabinieri di Caivano in un anno hanno fatto 200 arresti, io non penso che servirà un’altra compagnia di carabinieri. Servirà un esercito di insegnati elementari e di assistenti sociali“. Cosi’ don Maurizio Patriciello, commentando le dichiarazioni del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che ha parlato della necessità di uno “stato d’assedio militare” a Caivano.

“Se ci sono donne che non sono in grado di educare i propri figli – aggiunge il parroco – lo Stato deve supportare le famiglie. Questo quartiere nato dopo il terremoto dell’80 porta con sè tutte le criticità di un quartiere nato come un fungo dove sono state ammassate le famiglie più povere dei quartieri più poveri di Napoli. E’ normale che nasca un ghetto, che poi è stato lasciato a sè stesso”.

Don Patriciello, non vado via perché sarei un traditore

“La vostra presenza mi conforta e mi conferma che bisogna chiamare a raccolta i buoni. In questo quartiere non ho mai chiesto di venire e non ho mai chiesto di andare via, perchè mi sentirei un traditore”. Don Maurizio Patriciello si rivolge così ai partecipanti alla manifestazione.

Nonostante i forti scrosci di pioggia, i partecipanti muniti di ombrelli e cappucci non hanno mai lasciato il corteo, facendo ritorno nella parrocchia di San Paolo Apostolo, nel cuore del Parco Verde.

Poi l’appello lanciato da don Maurizio Patriciello al Pontefice: “Papa Francesco, i giornalisti mi chiedono di invitarti qui al Parco Verde. Non so se ce la farai, ma sarebbe davvero bello“.

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