Uccise il figlio a Torre del Greco, Adalgisa Gamba assolta: incapace di intendere e volere

La Corte d’Assise di Napoli ha assolto Adalgisa Gamba, 42enne imputata per l’omicidio premeditato del figlio morto annegato il 2 gennaio 2022 a Torre del Greco. Era incapace di intendere e volere quando uccise il piccolo Francesco di soli due anni.

Dopo le perizie psichiatriche, stamattina il pm Andreana Ambrosino ha chiesto l’assoluzione

Il bimbo fu soffocato e portato in mare dalla mamma in località Scala; sul posto le forze dell’ordine intervenute trovarono la donna con il corpo senza vita di suo figlio in braccio.

Stamattina, a chiusura del complesso iter processuale, con diverse perizie psichiatriche, nelle quali gli esperti hanno confermato che la donna non era in grado di intendere e di volere quella tragica sera, il pm Andreana Ambrosino, che ha rappresentato l’accusa per la Procura di Torre Annunziata, ha chiesto l’assoluzione.

“Gisa è stata prosciolta perché è una persona malata”

E’ stato un processo particolarmente difficile, sia professionalmente che umanamente, ma finalmente è stata fatta giustizia e i giudici hanno accolto le nostre istanze. Gisa è stata prosciolta perché è una persona malata. Adesso, passo dopo passo, dobbiamo aiutarla affinché torni alla normalità“, ha dichiarato l’avvocato Salvatore del Giudice, difensore della 42enne, che ha sottolineato “lo straordinario lavoro dei periti nostri e di quelli nominati dal tribunale. Tutti concordavano sul vizio totale di mente“. “Perizie psichiatriche che hanno aiutato i giudici ad entrare nella mente di Adalgisa per far luce sulla sua patologia“, ha commentato la criminologa clinica Alessandra Bramante, consulente dell’avvocato dell’imputata.

Per Adalgisa libertà vigilata, per non meno di 15 anni

Il giudice ha ritenuto Adalgisa Gamba non imputabile al momento del fatto e ha applicato la misura di sicurezza della libertà vigilata, per non meno di 15 anni, presso a una struttura di riabilitazione. Entro 90 giorni le motivazioni della sentenza.

“Assassina devi morire” così il marito alla lettura della sentenza

Al termine della lettura della sentenza, nell’aula 115 del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, con la Corte ancora presente, il marito ha inveito contro la donna dicendo “assassina, devi morire” e poi ha augurato alla moglie un brutto male.

Elio, il papà del piccolo Francesco, già in passato aveva affermato: “Io voglio solo giustizia per mio figlio, chi toglie la vita deve essere punito. C’è premeditazione, c’è volontarietà, c’è capacità d’intendere e di volere. E lei ha ingannato me, suo figlio e adesso anche i consulenti”.

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