“Il Vangelo secondo Ciretta” porta Napoli al Biografilm: anteprima nazionale a Bologna

Il film di Caroline von der Tann, prodotto da Parallelo 41, in concorso nella kermesse emiliana

“Il Vangelo secondo Ciretta” porta Napoli al Biografilm: anteprima nazionale a Bologna

Ci sono il ventre di Napoli, le sue tradizioni, i costumi e la continua trasformazione nel film “Il Vangelo secondo Ciretta”. L’opera italo-tedesca della regista napoletana d’adozione Caroline von der Tann è protagonista, in anteprima nazionale, del Biografilm 2024. Prodotto da Parallelo 41 e Lucky Bird Pictures, il film indaga la gentrificazione della terza città d’Italia attraverso la storia di Ciretta, che adora la Madonna Addolorata e che incanta residenti e turisti con la sua particolare voce.

“Il Vangelo secondo Ciretta” (Germania-Italia, 2024, 73’) sarà proiettato lunedì 10 giugno 2024 alle ore 21 nella sala Mastroianni del Cinema Lumière di Bologna alla presenza della regista Caroline von der Tann, del protagonista Ciro Granada e della produttrice Antonella Di Nocera. Il documentario – realizzato con il contributo di Regione Campania e Film Commission Regione Campania – è in concorso ufficiale nella sezione Italia del noto festival emiliano dedicato alle biografie.

«Siamo felicissime di partecipare con il nostro film alla ventesima edizione di una delle più prestigiose manifestazioni internazionali dedicate ai documentari e ai biopic dove l’anno scorso siamo state premiate nella sezione Industry», commenta Antonella Di Nocera, produttrice dell’opera, che evidenzia: «Portare a Bologna la nostra Napoli devota e solidale, ma oggi afflitta dal fenomeno della gentrificazione, è per noi di estrema importanza. Il film mira a sensibilizzare e a raccontare una città che, pur tra le sue contraddizioni, mantiene intatta la sua immensa qualità poetica e culturale e presentarlo in anteprima italiana al Biografilm, dopo le proiezioni europee, è un’opportunità preziosa per raccontare questa storia a un pubblico ancora più ampio».

Protagonista dell’opera è Ciretta, un giovane immerso in un mondo di religione, fantasia e invenzione. Adora la Madonna Addolorata nonostante il suo passato di prostituzione e un rapporto molto creativo con la verità. Condivide la casa di fortuna, un teatro temporaneamente chiuso nel centro storico di Napoli, con Angelo Giordano, un anziano senzatetto. A sostenerlo ci sono Perzechella e Capitano, una coppia di animatori sociali e culturali che durante l’isolamento del Covid-19 ha aiutato poveri e senza-dimora con un “panaro” calato dal balcone. Ciretta, dotato di una voce eccezionale e di un talento straordinario, organizza una grande processione per la sua amata Madonna e raccoglie fondi vendendo accendini e cantando e recitando per le strade. Il desiderio è commissionare a rinomati artigiani delle statue a grandezza naturale della Madonna e del Cristo morto. Poi la notizia devastante: la casa-teatro è stata venduta e il nuovo proprietario vuole trasformarla nell’ennesimo B&B nel centro storico di Napoli. In attesa dello sfratto, la preoccupazione principale di Ciretta è quella di sapere dove andrà la sua Madonna. Nel cuore di Napoli nasce una doppia battaglia: da un lato lo sgombero di Ciretta e Angelo, dall’altro una città che fa i conti con il turismo sfrenato e la speculazione immobiliare.

“L’antica città mediterranea di Napoli suscita attualmente interesse in tutto il mondo, essendo lo scenario di una serie di blockbuster di grande successo nel cinema e nella letteratura. In parte paradiso, in parte inferno, attraente e ripugnante allo stesso tempo, è il palcoscenico ideale per il dramma umano che si inscena quotidianamente. Tra le strade secondarie e nei bassi del centro storico della città, si susseguono infatti momenti cinematografici accuratamente costruiti che giocano con la luce e l’ombra, il divino e il profano. Presentata come una fiaba mistica ambientata tra il reale e l’immaginario, la storia segue una decisione consapevole di evitare l’immagine-cliché di Napoli come capitale di Gomorra. Anche se questa realtà ovviamente esiste, è diventata troppo predominante nella narrazione di Napoli, trascurando la sua immensa qualità poetica e culturale”, dalle note di regia.

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