Usura ed estorsione per conto dei Gionta, 5 arresti a Torre Annunziata

"Un'attività a conduzione familiare" quella portata avanti dai cinque arrestati che suscitavano nelle loro vittime uno stato di terrore evocando il potere criminale dello storico clan torrese

Personale della Polizia di Stato ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di cinque persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di usura, estorsione e tentata rapina, aggravati dal metodo mafioso.

Le manette sono scattate ai polsi di Salvatore Ferraro, detto ‘o capitano, 59 anni (già noto alle forze dell’ordine, ritenuto protagonista di una estorsione al Savoia Calcio); sua moglie e sua cognata Filomena ed Anna Bove, 58 e 56 anni; suo figlio Giuseppe Ferraro, 32 anni, e il cognato Andrea Gallo, 38 anni: un’attività a conduzione familiare per così dire.

I tre uomini sono stati tradotti a Poggioreale, mentre per le due donne si sono aperte le porte del carcere di Santa Maria Capua Vetere.

In particolare, dall’attività di indagine, svolta dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato di Torre Annunziata, sarebbe emerso un rapporto di tipo usurario in danno delle vittime. Tassi usurai anche del 10% al mese, 3mila euro al mese per un prestito da 30mila euro, con l’incubo di perdere l’abitazione a Torre Annunziata in caso di mancato pagamento. Reato di usura, contestato a quattro dei cinque arrestati, per tutti invece il reato di minacce. Le vittime, anche alcune donne, sarebbero state terrorizzate con un coltello puntato alla gola e la minaccia di essere “scannate”  “sparate” se non avessero restituito gli interessi usurai imposti. Ricostruito anche il tentativo di rapina del telefono cellulare di una delle vittime.

Gli arrestati imponevano l’usura per conto del clan Gionta, suscitando così nelle loro vittime un ulteriore stato tensione derivante dal potere criminale dello storico clan di Torre Annunziata.

Le indagini hanno preso origine in seguito ad una finta segnalazione di schiamazzi risalente alla sera del 5 marzo scorso, proveniente da una abitazione di Torre Annunziata, dove gli agenti del commissariato oplontino, invece, trovarono una delle vittime di usura terrorizzato dalle minacce e dalla convocazione da parte di Salvatore Ferraro a causa di un mancato pagamento.

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