È stato rintracciato e catturato il detenuto del carcere di Poggioreale evaso nel pomeriggio dall’ospedale Cardarelli di Napoli, dove era stato ricoverato d’urgenza ieri verso le 17.30.

La sua fuga è durata alcune ore

Intorno alle 14 di oggi Minopoli, approfittando della momentanea assenza di uno dei due agenti del piantonamento, ha aggredito il poliziotto penitenziario rimasto solo ed è scappato. Stefano Minopoli, 31 anni, è stato trovato dagli agenti della Polizia Penitenziaria nei pressi di piazza Mazzini ed è stato riportato a Poggioreale.

Arrestato a maggio per tentato omicidio a Chiaiano

Il 31enne era stato arrestato il 23 maggio scorso nel quartiere Chiaiano, zona nord di Napoli, dove si era barricato in casa esplodendo colpi di arma da fuoco dal balcone dell’abitazione. Poco prima aveva minacciato una vicina di casa con una pistola, esplodendo un colpo senza ferirla. Bloccato dalla polizia, era stato arrestato per tentato omicidio, porto e detenzione di arma comune da sparo ed esplosione di colpi d’arma da fuoco in luogo pubblico.

Durissime le critiche al sistema dai sindacati

Il detenuto, fa sapere il segretario nazionale Con.Si.Pe, Luigi Castaldo, era recluso nel reparto SAI San Paolo del carcere di Poggioreale e a causa del suo – a questo punto presunto – preoccupante stato di salute era stato ricoverato in ospedale. L’uomo, è riuscito a eludere il personale di Polizia Penitenziaria di piantonamento e a scappare.

Il segretario generale del SAPPe Donato Capece

“Grazie agli scienziati che hanno voluto sopprimere la sanità penitenziaria – dice – ogni giorno sul territorio nazionale c’è un interminabile via vai di detenuti tra il carcere e le strutture ospedaliere. Spesso e volentieri, i delinquenti più incalliti si servono proprio di questo espediente per evadere dalla detenzione. Ed è proprio questo il caso del detenuto italiano, appena evaso dall’ospedale Cardarelli di Napoli che, approfittando della momentanea assenza di uno dei due uomini del piantonamento, ha aggredito il poliziotto penitenziario rimasto da solo e si è dato alla fuga. Detenuto che proveniva da quel carcere di Poggioreale che è uno dei più affollati d’Italia, dove a volte sono ristretti più di duemila detenuti gestiti da un numero assolutamente insufficiente di poliziotti penitenziari sottoposti a un stress lavorativo inumano e insopportabile”

Quindi Capece aggiunge: “E adesso ci sarà il solito dispiegamento di uomini e mezzi alla ricerca del fuggiasco che speriamo che come al solito porteranno alla sua cattura, come è già avvenuto l’altro ieri a Trapani grazie allo spirito di sacrificio e alla professionalità degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria”.

Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria è intervenuto sulla vicenda

“Con tutto ciò che sta succedendo, suicidi fra la Polizia penitenziaria (6) e fra i detenuti (52) a numeri mai visti, omicidi, violenze di ogni genere, stupri, risse, aggressioni, proteste collettive, evasioni frequentissime e molto altro ancora, ci chiediamo cos’altro debba accadere affinché il Governo si renda conto che le carceri, nello stato comatoso in cui versano, non riescono minimamente ad assolvere a nessuna delle funzioni che sono a esse demandate dalla Carta costituzionale e, anzi, a queste condizioni, non sussistono nemmeno i presupposti giuridici per il loro mantenimento. Noi – sottolinea De Fazio – continuiamo a pensare che l’atteggiamento del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dell’intero esecutivo Meloni, per ciò che concerne i penitenziari, sia da veri irresponsabili. E i decretini emanati, è proprio il caso di dirlo, alla “carlona” possono forse essere utili a facili strategie politiche, ma non certo a produrre risultati concreti”.

“La fuga di oggi, peraltro, ripropone l’annosa e spinosa questione dell’assistenza sanitaria in carcere e delle visite d’urgenza. Ci chiediamo, se il recluso stava così male da dovere essere visitato e ricoverato d’urgenza, dove abbia trovato le forze per evadere, pur volendo sperare che la nostra sanità pubblica abbia ancora una grande e persino miracolosa efficacia”, aggiunge il dirigente sindacale.

“Oltre 18mila unità mancanti agli organici della Polizia penitenziaria, 14.500 detenuti in più rispetto ai posti disponibili, deficienze strutturali, infrastrutturali, negli equipaggiamenti e organizzative richiedono misure concrete. La Presidente del Consiglio, se vuole mantener fede al suo discorso con cui ha chiesto la fiducia al Parlamento, avochi a sé la materia carceraria e vari provvedimenti consequenziali e tangibili, il resto è fuffa”, conclude De Fazio.

 

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