pompei, reati tributari

Un’operazione della Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha colpito duramente una società operante nel commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici, la Be One Srl, con sede a Pompei, in provincia di Napoli. Su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina, è stato disposto un sequestro preventivo – in forma diretta e per equivalente – per un valore vicino al milione di euro. Nel mirino degli inquirenti è finito il rappresentante legale della società, ora indagato per due reati fiscali rilevanti: omessa dichiarazione e occultamento o distruzione di documenti contabili.

L’indagine e i reati contestati

L’indagine è partita a seguito di una verifica fiscale approfondita, effettuata dai militari della Guardia di Finanza su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. I controlli si sono concentrati sugli anni di imposta 2021, 2022 e 2023, durante i quali – secondo quanto emerso – la società non avrebbe presentato le dichiarazioni fiscali previste per legge.

In particolare, l’azienda non avrebbe depositato la dichiarazione ai fini IRES per l’anno 2022 e le dichiarazioni IVA per gli anni 2022 e 2023, omettendo così di versare imposte dovute per un totale di 939.987,54 euro. La cifra corrisponde, secondo la Procura, al profitto del reato e costituisce la base su cui è stato calcolato l’ammontare del sequestro preventivo.

I sigilli ai beni e il sequestro

La misura ablatoria, firmata dal GIP di Torre Annunziata, ha riguardato beni mobili e disponibilità finanziarie riconducibili sia alla Be One Srl sia al suo amministratore, ritenuto penalmente responsabile per le gravi irregolarità riscontrate. Il sequestro è stato eseguito in forma diretta e per equivalente, permettendo di colpire anche beni diversi da quelli frutto immediato del reato, purché di pari valore.

Come evidenziato in una nota ufficiale del procuratore Nunzio Fragliasso, si tratta di un intervento volto a sottrarre all’imprenditore e alla società i profitti derivanti dalle condotte illecite, impedendo che essi possano essere utilizzati o dissimulati ulteriormente.

Il profilo della società Be One Srl

La società coinvolta, la Be One Srl, ha sede legale nel comune di Pompei e opera nel settore del commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici. Le indagini non si sono limitate alla mancata presentazione delle dichiarazioni, ma hanno accertato anche il tentativo di rendere irreperibili o distruggere i documenti contabili, ostacolando così l’attività ispettiva della Guardia di Finanza.

Secondo gli inquirenti, questo comportamento sarebbe stato finalizzato a nascondere l’effettiva posizione fiscale della società e a eludere l’accertamento e il recupero dei tributi evasi.

Le implicazioni penali per il rappresentante legale

Al centro dell’inchiesta si trova il rappresentante legale della Be One Srl, il quale risulta formalmente indagato per due reati distinti ma strettamente collegati: l’omessa dichiarazione fiscale, punita ai sensi dell’articolo 5 del D.Lgs. 74/2000, e l’occultamento o distruzione di documenti contabili, previsto dall’articolo 10 dello stesso decreto.

Secondo quanto riportato, le condotte contestate avrebbero avuto lo scopo di impedire l’accertamento della reale base imponibile e, di conseguenza, il corretto calcolo delle imposte da versare. “L’esecuzione del provvedimento di sequestro ha a oggetto disponibilità finanziarie e beni mobili riconducibili alla società e al suo rappresentante legale, il cui valore complessivo è in via di quantificazione”, si legge nella comunicazione ufficiale della Guardia di Finanza.

Un caso emblematico di evasione fiscale strutturata

Il caso della Be One Srl rappresenta un esempio emblematico di evasione fiscale strutturata e reiterata, caratterizzata dall’assenza totale di adempimenti dichiarativi, accompagnata da manovre di dissimulazione documentale. Il sequestro da quasi un milione di euro, secondo le autorità, costituisce non solo uno strumento per garantire il recupero delle somme sottratte al fisco, ma anche un deterrente verso comportamenti simili nel tessuto imprenditoriale locale.

L’attività svolta dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata rientra in un più ampio piano di contrasto all’evasione, che mira a individuare quei soggetti economici che, pur svolgendo attività commerciali remunerative, operano fuori dal perimetro della legalità tributaria.

Cosa succederà ora

Le indagini proseguiranno per definire con precisione il valore dei beni sequestrati e per accertare eventuali responsabilità ulteriori. Non si esclude che il procedimento possa coinvolgere altri soggetti legati alla gestione della società o a operazioni contabili sospette.

Nel frattempo, il rappresentante legale della Be One Srl resta indagato e in attesa di sviluppi processuali. Gli inquirenti puntano a fare chiarezza su ogni aspetto della vicenda, portando alla luce l’intero disegno evasivo messo in atto nel corso degli ultimi anni.