Daniele Orlando, giovane promessa dell’atletica leggera italiana e studente del liceo sportivo Pitagora – Croce di Torre Annunziata, ha conquistato un traguardo eccezionale: correrà la finale dei 100 metri piani ai Campionati Europei Under 20 in corso a Tampere, in Finlandia, con la maglia della Nazionale Italiana Under 20. Il suo accesso alla finale è arrivato con una qualificazione al fotofinish, grazie a soli due millesimi di secondo di vantaggio. Una prova di tenacia, velocità e sangue freddo che ha impressionato tecnici e tifosi, proiettandolo di diritto tra le nuove stelle della velocità continentale.
L’appuntamento è fissato per questa sera, tra poche ore, alle ore 20:00, in diretta su RaiSport. Tutti gli occhi saranno puntati sulla corsia di Daniele Orlando, pronto a confrontarsi con i migliori giovani sprinter d’Europa.
Dal calcio all’atletica, per caso
La carriera sportiva di Daniele non è cominciata sui blocchi di partenza, ma su un campo da calcio. “Durante un provino, in un contrasto in area di rigore con un attaccante della Juve Stabia sono caduto a terra, fratturandomi radio e ulna. Mia madre, per togliere di mezzo il calcio, mi portò a fare atletica leggera”. Così, da un incidente inaspettato è nata una trasformazione: in pochi anni, Daniele ha abbandonato il calcio e si è gettato a capofitto nell’atletica, bruciando i tempi — in tutti i sensi.
In appena due anni di allenamenti, ha conquistato i titoli di campione italiano under 20 indoor sui 60 e 200 metri, e outdoor sui 100 metri. E ha solo 17 anni: compirà 18 anni a settembre.
Un’escalation da record
A luglio, Daniele ha vissuto un mese straordinario: ha migliorato di ben dodici centesimi il proprio record personale, fermando il cronometro a 10.40 sui 100 metri, nella gara disputata ad Agropoli. “Ho fatto molti errori, ho il problema di alzarmi subito nei primi metri di corsa. Correggendo questo errore ed evitando di irrigidirmi negli ultimi venti metri, ho un margine di centesimi e decimi per migliorare il mio tempo”, ha dichiarato con sorprendente lucidità.
Quel tempo lo colloca secondo solo a Filippo Tortu tra i velocisti italiani della sua età. Ma la sua forza sta nella maturità con cui gestisce la crescita sportiva: “Piano piano, voglio rispettare i tempi”. Non ha fretta, nonostante l’età e il talento.
Tecnica, pazienza e margini di miglioramento
Allenarsi per “rosicchiare centesimi” è una filosofia. Orlando dimostra una consapevolezza rara per la sua età. “Non abbiamo ancora lavorato con i pesi in modo significativo, anche se sono abbastanza sviluppato fisicamente. Voglio migliorare prima la tecnica, visto che la carriera dura fino ai 30 anni circa. Voglio che sia il più longeva possibile, non devo cercare la migliore prestazione a 18 anni”.
Geolier nelle cuffie, l’adrenalina dei 100 metri, e uno sguardo al futuro che potrebbe virare verso i 200 metri — magari anche i 400, suggerisce qualcuno. Il suo sogno? Forse andare a caccia del record italiano ancora detenuto da Pietro Mennea.
Il lavoro degli allenatori e il potenziale da sviluppare
A seguire da vicino la crescita di Daniele ci sono due allenatori. Uno di loro, Luciano Caputo, spiega: “Ha doti da sprinter, ma in futuro potremmo vederlo anche nei 200 e nei 400 metri. A Portici ha svolto un ottimo lavoro di base nella categoria allievi, si è messo in evidenza nell’ultimo anno perché ha ampliato le sue conoscenze tecniche. Come tutti i talenti va indirizzato a seconda delle sue prerogative”.
Secondo Caputo, Daniele ha ancora “qualche problema di interpretazione tattica della gara, si lascia prendere dalla foga e dalla voglia di battere gli avversari, non è sempre lucido, come è anche giusto che sia per un ragazzo di 17 anni”. L’entusiasmo è quello giusto, l’energia non manca, ma c’è spazio per affinamento tecnico e mentale.
Il sogno di una pista nuova a Torre Annunziata
Accanto ai traguardi sportivi, resta aperta una ferita: quella delle strutture sportive assenti o fatiscenti in Campania. Caputo, che è anche fiduciario tecnico della Federazione di atletica leggera in Campania, denuncia con forza la carenza di impianti adeguati: “Lo stadio Collana è l’unico centro a Napoli insieme allo stadio Maradona dove si può immaginare di fare una leva di atletica per i più piccoli. Spazi e orari però comprimono la possibilità di allenare in maniera più attenta e precisa i ragazzi e ciò danneggia anche gli agonisti”.
La denuncia è chiara: “Immaginiamo il lavoro di un ostacolista che deve fare delle ripetute mentre in pista ci sono anche bambini e ragazzi. Può diventare una situazione addirittura pericolosa”. Un problema che si riflette anche sul liceo sportivo Pitagora – Croce, dove Daniele studia: la pista di atletica della scuola è da tempo impraticabile. Da qui, l’appello degli studenti e degli allenatori: “Una nuova pista per i campioni del futuro”.
In corsia per l’Europa, con la Campania nel cuore
Questa mattina abbiamo raggiunto telefonicamente Daniele. Nessuna dichiarazione, tanta concentrazione e riposo in albergo in attesa dell’appuntamento con la pista finlandese per sfidare i suoi limiti. Da parte nostra solo un grosso “in bocca al lupo”.
Questa sera, Daniele Orlando sarà in corsia con il cuore a Torre Annunziata, la testa a Tampere e lo sguardo rivolto a un futuro ancora tutto da scrivere. Una corsa che parte da lontano, nata per caso, cresciuta con metodo, e lanciata verso un sogno tricolore.
Marco Celiberti









