Gragnano, nuove verità sull’omicidio Cesarano: “Il delitto era stato deciso da mesi”

Una risposta rapida dello Stato, a distanza di appena otto giorni dall’agguato mortale del 30 agosto. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, con il supporto della stazione di Castellammare di Stabia e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (pm Giuseppe Cimmarotta), hanno fermato tre persone accusate di aver preso parte all’omicidio di Alfonso Cesarano, 34 anni, ucciso con 14 colpi di pistola calibro 9×21 davanti alla sua abitazione in via Cappella della Guardia, tra Casola e Gragnano.

I fermati sono Antonio Bifulco, 55 anni, incensurato, Aniello Mirante, 38 anni, e Rita Letizia Maugeri, 49 anni, anch’ella incensurata. Secondo la ricostruzione investigativa, Bifulco avrebbe guidato lo scooter rubato usato per l’agguato, Mirante avrebbe esploso i colpi mortali, mentre Maugeri avrebbe svolto un ruolo di supporto logistico, effettuando sopralluoghi e individuando un garage dove occultare il mezzo.

Agguato a Gragnano, ucciso Alfonso Cesarano 34 anni, vicino al clan Di Martino

L’accusa contestata è omicidio aggravato dalle modalità e finalità camorristiche. Per la DDA, si tratta di un delitto maturato all’interno della faida che oppone il clan Di Martino, egemone sui Monti Lattari, ad altri gruppi criminali per il controllo del lucroso mercato della marijuana, che ha valso al territorio il soprannome di “Jamaica del Sud”.

Cesarano, considerato un uomo vicino a Fabio Di Martino, si trovava agli arresti domiciliari per tentato omicidio. Nel dicembre 2023 era già scampato a un agguato a Lettere. Il 30 agosto scorso, però, i killer non gli hanno lasciato scampo: cinque proiettili lo hanno raggiunto mortalmente, chiudendo la sua parabola criminale.

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