Alessandro Haber protagonista di una piece da “one man show” al Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei con la regia di Nello Petrucci. Una doppia serata quella di venerdì 2 e sabato 3 gennaio che ha fatto registrare una rilevante presenza di pubblico al teatro pompeiano.
La sfida era quella di portare al teatro, per la durata di circa un’ora e un quarto, il romanzo “Mi piace il bar, City Light” di Andrea G. Pinketts, scrittore e giornalista milanese scomparso nel 2018 a 58 anni di età, pseudonimo di Andrea Giovanni Rodolfo Pinchetti.
La narrazione di Haber e l’atmosfera del bar. Musica e presenze sceniche
Il settantottenne attore bolognese ha catturato l’attenzione del pubblico grazie alla narrazione e recitazione delle pagine dello scrittore milanese, con elementi di scena minimali per ricreare l’atmosfera del bar, dove Pinketts era solito passare le giornate per scrivere e trovare ispirazione per le sue opere. Il tutto condito da grosse libagioni di bottiglie di whisky e birra con in background anelli di fumo di sigarette a go-go.
“On the stage” Haber si fa accompagnare dalle musiche “by guitar” di Bret Roberts, cantautore e attore statunitense, e dalla leggiadra presenza dell’attrice Demetra Bellina, nella doppia parte di cameriera del bar e donna del mistero.
Uno sguardo sul mondo attraverso Pinketts
“Mi piace il bar” non è solo un monologo di Haber nelle vesti dello scrittore Pinketts, ma una sorta di finestra sul mondo con gli occhi e la voce del disincantato scrittore impersonato dall’eclettico attore.
Una piece che richiama alla mente, con veloci flashback scanditi nelle pagine della narrazione, gli ultimi quarant’anni della nostra storia, partendo dal punto di vista di un luogo senza tempo quale il bar di una “Milano da bere”, dove si intrecciano le storie e i pensieri dei suoi avventori, anime erranti che si urtano e si sfiorano con le loro debolezze e che al contempo si riconoscono tra loro, sotto il radar dell’eccentrico scrittore post moderno Andrea G. Pinketts.
Un concept teatrale sfidante
Il concept dello spettacolo teatrale è oltremodo sfidante, considerando che portare in scena la letteratura in un monologo non è mai operazione semplice e soprattutto perché è importante identificare il target del pubblico, che deve “open minded” e riflessivo per cogliere il senso del messaggio che Haber, alter ego di Pinketts, vuole conferire alla platea. D’altronde ognuno può rappresentare e sentirsi rappresentato da un pezzo di Pinketts, riconoscendone le sue riflessioni e congetture, sebbene espresse a volte in modo poco ortodosso ed estemporaneo, senza i filtri di un confortante perbenismo sempre attuale.
Un’esperienza teatrale consigliata
In definitiva un’esperienza consigliata anche per conoscere più da vicino uno scrittore sui generis che per certi versi ci ricorda Charles Bukowsky, un modo per apprezzare il teatro come trait d’union con i temi e le problematiche della vita.
“Mi piace il bar”, è un centro di bugie, non sono solo mie, e tutte insieme fanno verità, “citazione dal libro di Pinketts che incarna l’essenza del suo stile, dove il bar è luogo di confessioni e verità inattese, dove il bere e il fumo sono elementi “social”, imprescindibili in una visione feroce e malinconica in egual misura delle debolezze umane.
Domenico Ferraro










