Il Napoli non poteva permettersi esitazioni. L’infortunio di David Neres ha trasformato una semplice esigenza di mercato in una vera emergenza tecnica e psicologica, imponendo una risposta immediata per evitare fratture interne e nervosismi già vissuti in passato.
Il ko dell’esterno brasiliano ha riacceso scenari che a Castel Volturno nessuno voleva rivedere: Conte aveva già vissuto un gennaio turbolento un anno fa, segnato dall’addio improvviso di Kvaratskhelia, e il club non era disposto a correre lo stesso rischio. Da qui la scelta di accelerare senza indugi, trasformando il mercato di gennaio in una corsa contro il tempo.
L’assedio di Manna allo Sporting
In questo contesto si inserisce il lavoro del direttore sportivo Giovanni Manna, che ha gestito una trattativa tutt’altro che semplice con lo Sporting Clube de Portugal. Il dirigente azzurro ha letteralmente “accerchiato” il presidente Frederico Varandas, resistendo alla concorrenza di altri due club che nelle ultime ore avevano provato a inserirsi sull’esterno brasiliano.
La chiusura è arrivata solo ieri pomeriggio, al termine di un confronto serrato, condotto con decisione ma anche con eleganza diplomatica, fino al sì definitivo dello Sporting.
Alisson Santos, una terza scelta diventata strategica
Se il Napoli avesse potuto scegliere senza vincoli, le priorità sarebbero state diverse. Prima Lookman, poi Sulemana, entrambi dell’Atalanta. Due piste però rivelatesi impraticabili: il club bergamasco ha chiesto 40 milioni per Lookman, cifra poi ottenuta dall’Atletico Madrid, mentre Sulemana è stato tolto dal mercato ed è tornato regolarmente in campo nel derby con il Como.
A quel punto, Alisson Santos è diventato molto più di una semplice alternativa. Manna aveva già lavorato sotto traccia, ottenendo la settimana scorsa l’accordo totale con il calciatore: contratto fino al 2031, ingaggio da circa 2 milioni di euro più bonus e la promessa, mantenuta, che avrebbe lasciato Lisbona solo per Napoli.
Formula e dettagli dell’operazione
Il vincolo del saldo zero ha imposto una formula sostenibile: prestito oneroso da 3 milioni di euro con diritto di riscatto fissato a 15 milioni, superiore ai 12 inizialmente auspicati dal club azzurro. Una concessione accettata per chiudere l’operazione in tempo e non lasciare Conte senza rinforzi.
Non sempre, come si dice nel mercato, si riesce a essere martello fino in fondo. In questo caso, la priorità era il risultato.
Visite mediche e primo incontro con Conte
Alisson Santos ha già preparato le valigie ed è atteso oggi in Italia per le consuete visite mediche a Villa Stuart, a Roma, nella mattinata. Dopo la firma sul contratto, raggiungerà il gruppo e incontrerà Antonio Conte domani, alla ripresa degli allenamenti.
Per il tecnico sarà il secondo innesto del mercato invernale dopo Giovane, arrivato dal Verona, e soprattutto un segnale chiaro della volontà del club di sostenerlo.
Uscite, strategie e porte chiuse
Parallelamente, il Napoli ha alleggerito lo spogliatoio liberandosi di elementi ormai difficili da gestire: Marianucci, passato al Torino e già all’esordio, oltre a Lang e Lucca. Una scelta funzionale anche al nuovo equilibrio richiesto da Conte.
Sul fronte Juanlu, invece, la trattativa con il Siviglia si è definitivamente arenata. Nonostante una momentanea riapertura dopo l’infortunio di Di Lorenzo, le distanze su formula, modalità di pagamento e percentuali sulla futura rivendita hanno reso impossibile l’intesa. Il Napoli non ha voluto rivedere la propria proposta e Manna ha rinviato ogni discorso a giugno.
Un segnale politico oltre che tecnico
L’operazione Alisson Santos è molto più di un semplice colpo di mercato: è un messaggio diretto ad Antonio Conte e allo spogliatoio. Il Napoli, pur con margini economici limitati, ha scelto di intervenire subito, evitando immobilismi e consegnando al tecnico l’esterno richiesto nel momento più delicato della stagione.
Un regalo di febbraio, sì. Ma soprattutto una mossa per tenere saldo il timone azzurro.










