Tommaso, si apre la pista del cuore artificiale: contatti con Niguarda per guadagnare 60 giorni

L’associazione “I nodi d’amori” attiva un confronto con il Monaldi e con il professor Claudio Franco Russo del Niguarda: ipotesi impianto temporaneo per mantenere in vita il piccolo in attesa di un donatore

Un nuovo spiraglio si affaccia nella drammatica vicenda del piccolo Tommaso, ricoverato da oltre cinquanta giorni all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto del cosiddetto “cuore bruciato”. Mentre resta aperto il confronto tra il Monaldi e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma sulla possibilità di un nuovo intervento e la Procura valuta la richiesta di incidente probatorio presentata dalla famiglia, nelle ultime ore emerge un’ulteriore ipotesi terapeutica: l’impianto di un cuore artificiale temporaneo per guadagnare tempo prezioso.

La mobilitazione e l’intervento dell’associazione “I nodi d’amori”

La storia di Tommaso ha superato i confini regionali, suscitando solidarietà da tutta Italia. Accanto ai messaggi di sostegno per mamma Patrizia e papà Alfonso, si è fatta avanti l’associazione “I nodi d’amori”, presieduta da Giovanni Gravili, impegnata nel supporto a progetti sanitari utili alla ricerca e ai pazienti.

A rendere nota l’iniziativa è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia. «Gravili ha preso contatti con il Monaldi per ottenere un quadro clinico dettagliato», ha spiegato, chiarendo che l’obiettivo è valutare eventuali soluzioni alternative alla luce delle attuali condizioni del bambino.

Il contatto con Niguarda e il professor Claudio Franco Russo

L’interlocuzione avviata dall’associazione guarda verso l’Ospedale Niguarda, dove opera il professor Claudio Franco Russo, considerato un punto di riferimento nella ricerca in chirurgia cardiologica.

Russo è autore di uno studio che, in presenza di specifiche condizioni cliniche, consentirebbe l’impianto di un cuore artificiale in grado di sostenere temporaneamente le funzioni vitali del paziente. Secondo quanto riferito dal legale, questa soluzione permetterebbe di guadagnare circa 60 giorni nella ricerca di un nuovo organo compatibile, senza arrecare danni a fegato, reni e polmoni.

Un tempo prezioso, in un quadro clinico che resta estremamente delicato e in continua evoluzione.

Il parere del professore: “Ipotesi teorica, ma nessuna valutazione sul caso”

Interpellato sulla possibilità di un intervento, il professor Russo ha confermato il contatto, mantenendo però una posizione di estrema prudenza.

«Confermo che l’associazione in questione mi ha contattato per un parere informale. Il trapianto di un cuore artificiale è teoricamente possibile, ma non posso assumermi responsabilità né sbilanciarmi in un caso tanto delicato qual è quello del bambino ricoverato al Monaldi», ha dichiarato. E ancora: «Non mi pronuncio perché non conosco nulla della vicenda medica, e tanto meno delle condizioni attuali di quel povero bimbo».

La valutazione, dunque, resta subordinata alla conoscenza dettagliata del quadro clinico e agli eventuali approfondimenti che potranno emergere dal confronto tra le strutture sanitarie coinvolte.

Maria Luigia Castellano

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