Sanremo trionfa Sal Da Vinci: “Dedico la mia vittoria a Napoli”

Il cantante partenopeo conquista la 76esima edizione del Festival con un brano “Per sempre sì”, già tormentone, tra lacrime, dedica alla famiglia e alla sua città e una finale segnata da appelli di pace, ospiti internazionali e passaggio di testimone

Sal Da Vinci ha vinto la 76esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Per sempre sì”, imponendosi al termine di una finale carica di emozioni, colpi di scena e richiami all’attualità internazionale. Il cantante partenopeo ha conquistato televoto, sala stampa e radio, precedendo Sayf con “Tu mi piaci tanto” e Ditonellapiaga con “Che fastidio”. Una vittoria accolta con un lungo applauso dell’Ariston e con le lacrime di un artista che si è inginocchiato sul palco dedicando il successo alla sua città.

L’annuncio della vittoria e le lacrime sul palco

L’annuncio ufficiale ha scatenato un’ovazione in teatro. Alla proclamazione, Sal Da Vinci si è inginocchiato davanti al pubblico dell’Ariston, visibilmente commosso. Tra le lacrime ha abbracciato Carlo Conti e ha preso il microfono per ringraziare. “Grazie ma io non capisco niente”, ha esordito il nuovo vincitore. Poi la dedica: “Questo premio lo voglio condividere con la mia famiglia che mi ha aiutato tanto a superare ogni momento e lo voglio dedicare alla mia città, Napoli”.

In un altro passaggio, ancora provato dall’emozione, ha ribadito: “Non capisco niente, questo premio lo voglio condividere con la mia famiglia che mi ha dato tanto, mi ha aiutato a superare ogni momento buio, e lo voglio dedicare alla mia città, Napoli”.

Un pianto liberatorio che ha segnato uno dei momenti simbolo della serata finale, suggellando il successo di un brano definito tormentone sin dal debutto in gara, capace di imporsi per immediatezza melodica, ritmica e testuale.

La classifica finale e il podio

Alle spalle di Sal Da Vinci si è piazzato Sayf con “Tu mi piaci tanto”, seguito da Ditonellapiaga con “Che fastidio”.

Completano la cinquina finale Arisa con “Magica favola” e la coppia Fedez-Masini con “Male necessario”.

Subito dopo, nell’ordine, nayt, Fulminacci, Ermal Meta, Serena Brancale – accolta anche da fischi in sala perché parte del pubblico la voleva sul podio – Tommaso Paradiso, Lda-Aka 7even, Luchè, fino al trentesimo posto di Eddie Brock. Un verdetto che ha raccolto consensi ma anche contestazioni, come da tradizione dell’Ariston, prima che televoto, sala stampa e radio tornassero a esprimersi per decretare la canzone regina.

I premi collaterali: dalla critica alla miglior composizione

Oltre al podio, la serata ha assegnato i riconoscimenti speciali. Il premio della critica “Mia Martini” è andato a Fulminacci per “Stupida sfortuna”. Il premio della sala stampa, radio e web “Lucio Dalla”, così come il premio Tim, sono stati assegnati a Serena Brancale per “Qui con me”.

Il premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo è stato conferito a Fedez-Masini per “Male necessario”. Il premio “Giancarlo Bigazzi” per la migliore composizione musicale è andato a Ditonellapiaga per “Che fastidio”.

Una distribuzione dei riconoscimenti che ha premiato diverse sensibilità artistiche, pur consacrando “Per sempre sì” come brano dominante dell’edizione.

La gaffe di Carlo Conti

Nel momento della consegna del microfono al vincitore per la riproposizione del brano, si è registrato un piccolo incidente. “Mi date il microfono per Sayf? Scusami, Sayf non canta…”, ha detto Carlo Conti, sbagliando nome. Subito la correzione: “Canta Sal”. Una gaffe che ha strappato sorrisi in un clima già carico di tensione emotiva.

Gli altri campani in gara

La serata ha visto protagonisti anche altri artisti campani. Lda-Aka 7even con “Poesie clandestine” giunti 11esimi nella classifica finale, Luchè con “Labirinto”, classificatosi 12esimo, Samurai Jay, 17esimo con il brano “Ossessionee lo stesso Stefano De Martino, annunciato come prossimo direttore artistico e conduttore dell’edizione 2027, hanno rappresentato un’ulteriore presenza del territorio in una finale che ha visto la Campania in primo piano.

Una finale segnata dall’attualità internazionale

L’ultima serata si è aperta con un appello contro la guerra dopo l’inizio dell’operazione Stati Uniti-Israele contro l’Iran.

Accanto a Carlo Conti, Laura Pausini e la co-conduttrice Giorgia Cardinaletti hanno introdotto un momento di riflessione. “Stiamo vivendo una grande contraddizione, da una parte tutti noi vorremmo il popolo iraniano libero dall’oppressione e dalle sofferenze, dall’altra però c’è da dire che si sta aprendo un conflitto di cui non conosciamo l’esito”, ha dichiarato Cardinaletti.

Conti ha aggiunto: “Vorremmo che da Sanremo si alzasse l’invito, l’impegno globale per proteggere i bambini, per proteggere i bambini ovunque essi siano, in particolar modo nelle zone di guerra”.

Pausini ha concluso: “I bambini hanno diritto di vivere in pace e di dormire per sognare e non a sognare di dormire perché svegliati dalle bombe e costretti a fuggire, basta odio”.

Anche altri artisti hanno lanciato messaggi: Leo Gassmann ha gridato “Abbasso la guerra e le tirannie, viva la pace e l’amore”; Malika Ayane ha invitato il pubblico a trattarsi con amore; Ermal Meta ha dedicato “Stella stellina” ai bambini silenziati dalle bombe; Michele Bravi ha chiesto di non dimenticare quanto accade nel mondo.

Il pubblico dell’Ariston ha intonato il coro “pace, pace” dopo gli aggiornamenti del Tg1.

Gli ospiti e lo spettacolo

Tra gli ospiti della finale, l’arrivo a cavallo di Andrea Bocelli sulle note del “Gladiatore” ha suscitato una standing ovation. Il tenore ha eseguito “Il mare calmo della sera” e “Con te partirò”, nonostante un inconveniente tecnico iniziale al microfono.

Premiati per i 60 anni di carriera, i Pooh hanno interpretato “Uomini soli”. Max Pezzali ha salutato la nave Costa con un medley di “Come mai” e “Nessun rimpianto”.

Momento di profonda commozione con Gino Cecchettin, che ha parlato di violenza sulle donne e femminicidi: “Bisogna insegnare ai ragazzi e agli adulti che un no è un no e che solo il sì è la vera libertà”.

La comicità di Nino Frassica ha alleggerito il clima con gag e stacchetti, mentre sul palco si sono alternati i Big con esibizioni che hanno animato la gara fino all’ultimo voto.

Il passaggio di testimone a Stefano De Martino

Nel corso della serata Carlo Conti ha annunciato in diretta il nome del suo successore. “Vi posso dire che Stefano sarà conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo”, ha dichiarato.

Stefano De Martino, visibilmente emozionato, ha risposto: “Io voglio ringraziare te, Carlo, perché ricevere questo testimone da te è un gesto di generosità non scontato che ricorderò per sempre. Voglio ringraziare la Rai per questa opportunità. Come ci diciamo spesso quando ci sentiamo al telefono ‘testa bassa e lavorare’. Quindi adesso vado a pedalare”.

Un passaggio di consegne che proietta già lo sguardo verso il 2027, ma che non ha oscurato la notte di gloria di Sal Da Vinci.

La 76esima edizione si è chiusa così, con l’Ariston in piedi per “Per sempre sì”, la canzone che ha incoronato Sal Da Vinci nuovo re di Sanremo.

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