I bianchi di Torre Annunziata, tornati finalmente alla casacca tradizionale, hanno impostato una gara attenta, senza mai rischiare in difesa e hanno saputo evidenziare il divario tecnico con gli avversari che non hanno mai impegnato il portiere savoiardo se non con una conclusione dai 25 metri a metà del primo tempo.

Assetto tattico e scelte obbligate

Mister Catalano ha dovuto fare a meno di ben 6 elementi, Forte e Munoz appiedati dal Giudice Sportivo, i lungodegenti Reis e Borrelli e gli infortunati Di Leva e Sellaf ed ha scelto Cadili come braccetto sx (gran prestazione la sua), Frasson alla destra del comandante Checa, ex di turno, mentre in avanti Umbaca e Guida hanno fatto da supporto a Nussabaumer.

Sul versante opposto il neoallenatore della Vibonese Danilo Fanello, è stato chiamato in settimana a gestire una situazione delicatissima, in quanto i rossoblù erano reduci da ben 4 sconfitte consecutive con undici reti al passivo ed appena una realizzata. Di conseguenza il tecnico lametino ha impostato con un 3-5-2 abbastanza prudente con il tandem offensivo Sasanelli-Balla e con Carnevale a centrocampo, per dare supporto a Di Gilio e Catasus mentre Dick e Keita hanno occupato le corsie esterne rispettivamente a destra e sinistra.

Rigore, freddezza e gestione del vantaggio

La partita si è messa subito in discesa per gli oplontini che al 5’ minuto l’hanno sbloccata su calcio di rigore concesso dall’ottimo sig.Radovanovic di Maniago per un evidente quanto ingenuo fallo di mani in barriera commesso da Sasanelli su calcio di punizione dal limite.
Il dischetto, che nelle ultime tre occasioni si era rivelato infausto ai bianchi, stavolta è stato ben sfruttato dal talentuoso Guida, che si è fatto perdonare lo sbaglio di sette giorni fa contro la Nissa, con un’esecuzione fredda alla destra del portiere che aveva battezzato l’angolo opposto.

Il vantaggio ha consentito ai campani di gestire con tranquillità le situazioni di pressione della Vibonese che, per la verità, non è stata in grado di produrre una sola azione degna di nota in tutta la partita. Unico squillo dei calabresi una sassata dai venticinque metri ad opera di Balla che ha scaldato i guantoni di Iuliano, altrimenti inoperoso per tutta la gara.

Ripresa senza sussulti e colpo del definitivo ko

Dal canto loro i savoiardi non hanno messo in mostra il solito bel gioco affidato al fraseggio stretto. Un po’ per scelta tecnica, un po’ per l’assenza del torero Ledesma, precauzionalmente in panchina perché al rientro da un infortunio muscolare, un po’ anche per le condizioni del manto erboso in pessimo stato, i bianchi hanno preferito cercare la giocata lunga sul panzer Nussbaumer per giocare poi sulle seconde palle. La prestazione dell’attaccante però è stata abbastanza negativa tanto che, impacciato e a corto di preparazione, è stato poi avvicendato da Favetta dopo circa 10 minuti della ripresa.

Nella ripresa mister Fanello decide di cambiare qualcosa richiamando Catasus e inserendo De Salvo ma è sempre il Savoia a dare l’idea di essere pericoloso nelle ripartenze che però non riesce a finalizzare per imprecisioni fatali in sede di rifinitura.
Le emozioni latitano e il titolo della partita potrebbe essere “vorrei ma non posso e potrei ma non voglio” cosicché la gara è scivolata via senza sussulti sino ai minuti di recupero quando l’ex Favetta, sfruttando una percussione di Meola (oggi tra i migliori assieme a Cadili), ha avuto sul destro un pallone facile facile dal limite dell’area piccola da spingere in rete dopo avere disorientato con una finta l’incolpevole Marano.

Classifica e prossimo turno

Il gioco degli scontri diretti, con la Nissa che si fa raggiungere in casa dalla Nuova Igea dopo avere fallito un rigore, favorisce i bianchi di Torre Annunziata che agguantano per l’ennesima volta in stagione la prima posizione, in attesa del recupero della gara tra Enna ed Athletic Palermo oggi corsaro a Sambiase con due rigori, di cui uno al 90’.

Il prossimo turno, dopo la sosta per il torneo di Viareggio, prevede tre gare di un certo rilievo, tra cui spiccano Igea- Reggina e Messina- Nissa.
Degli incroci potrebbe approfittare il Savoia che aspetta al Giraud il sempre ostico Gelbison che occupa le zone a ridosso dei playoff.

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