Una vicenda che ha suscitato dolore e sgomento ha coinvolto alcune famiglie di Castellammare di Stabia, dove i resti di tre persone decedute negli anni ’90 risultano scomparsi dall’ossario del cimitero comunale. La notizia, emersa nei giorni scorsi, ha generato forte preoccupazione tra i familiari, che hanno chiesto chiarimenti all’amministrazione e agli uffici cimiteriali.
Secondo le prime informazioni, i resti erano custoditi nell’ossario comune, struttura destinata alla conservazione collettiva delle ossa provenienti da esumazioni o estumulazioni, in assenza di una diversa destinazione scelta dai familiari.
Gli ossari rappresentano spazi regolati da precise norme, che prevedono la custodia e la non accessibilità al pubblico, oltre a rigide procedure di catalogazione.
Il problema principale riguarda la ricostruzione della collocazione dei resti, resa complessa dalla presenza di registri datati e annotazioni poco chiare risalenti agli anni ’90. Le registrazioni utilizzate all’epoca presenterebbero infatti errori o indicazioni imprecise, rendendo difficile individuare con certezza il punto in cui i resti erano stati depositati.
Una delle famiglie coinvolte ha formalmente richiesto spiegazioni ai responsabili del cimitero e ai funzionari comunali. La scomparsa riguarda resti identificati e collegati a persone con familiari ancora in vita, elemento che rende la vicenda particolarmente delicata e legata alla gestione amministrativa e alla trasparenza delle procedure cimiteriali.
In molti casi, gli ossari accolgono resti di persone senza riferimenti familiari, ma la sparizione di resti riconducibili a individui identificati rappresenta una situazione diversa, ancora senza risposte certe.
Marco Celiberti









