Castellammare di Stabia, sequestro parziale per la Chimica Stingo: indagini sull’inquinamento del fiume Sarno

Nella giornata del 27 marzo 2026, nell’ambito delle attività investigative finalizzate all’accertamento e alla rimozione delle cause di inquinamento del fiume Sarno, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha coordinato un’operazione che ha portato al sequestro parziale di un opificio.

I militari della Capitaneria di porto Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Napoli, hanno proceduto al sequestro d’urgenza di parte dello stabilimento Chimica Stingo s.r.l., situato in via Provinciale Ripuaria, nel territorio di Castellammare di Stabia, in prossimità del corso d’acqua.

Contestazioni per scarico non autorizzato di reflui industriali

Il reato ipotizzato riguarda la violazione degli articoli 124 e 137 del decreto legislativo 152/2006, relativi allo scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazione.

L’azienda è attiva nella trasformazione, diluizione, stoccaggio e lavorazione di prodotti chimici di base. Durante i controlli, i militari hanno accertato che le attività lavorative erano in corso sia in aree esterne scoperte sia all’interno dei locali.

Irregolarità nell’area di deposito e rischio ambientale

Le verifiche hanno riguardato in particolare un’area denominata “Area Comune di Manovra”, utilizzata per il deposito temporaneo di materiali impiegati nel ciclo produttivo. In questo spazio erano presenti oltre 100 fusti in plastica vuoti, contenenti residui della lavorazione.

L’area risultava cementata e priva di sistemi di raccolta delle acque di prima pioggia. Le acque di dilavamento, per effetto della pendenza, confluivano verso via Ripuaria, in prossimità del fiume Sarno.

Inoltre, la zona era sprovvista di adeguati sistemi di copertura e protezione per prevenire eventuali sversamenti accidentali.

Sequestro d’urgenza e violazioni sulla sicurezza

Accertato l’utilizzo improprio dell’area, impiegata di fatto per attività lavorative senza autorizzazione allo scarico delle acque meteoriche, i militari hanno disposto il sequestro d’urgenza della superficie, estesa per circa 100 metri quadrati.

Il provvedimento è stato adottato per evitare la prosecuzione del reato e ulteriori danni ambientali.

Nel corso dell’ispezione sono state riscontrate anche violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, per le quali sono state impartite specifiche prescrizioni ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’obbligo di adeguamento entro termini stabiliti.

Operazione inserita nel protocollo contro l’inquinamento

Il sequestro rientra nelle attività previste dal Protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025, finalizzato alla repressione dei fenomeni di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti.

All’accordo partecipano le Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, le Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e Salerno, l’ARPAC e gli organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale, tra cui la Guardia Costiera di Castellammare di Stabia.