Due ragazzi non ancora ventenni presi di mira, undici colpi di arma da fuoco esplosi nel cuore del centro storico di Napoli e una risposta investigativa che ha portato all’arresto di due minorenni. È quanto emerge dall’inchiesta relativa al duplice tentato omicidio avvenuto la notte del 18 gennaio scorso nel Rione Sanità, in largo Totò, dove due giovani centauri furono gravemente feriti. In manette sono finiti due under 18, ritenuti responsabili dell’agguato maturato in un contesto di dinamiche criminali locali. Uno dei due arrestati è inoltre fratello del minorenne già condannato per l’omicidio del musicista Giovanbattista Cutolo, ucciso il 31 agosto 2023 in piazza Municipio.
Le indagini e il blitz della squadra mobile
L’operazione che ha portato all’arresto dei due minorenni è stata eseguita dalla Polizia di Stato, con un blitz coordinato dalla Squadra Mobile di Napoli, guidata dal primo dirigente Mario Grassia, nell’ambito di un’indagine della Procura per i minorenni diretta da Patrizia Imperato.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due minorenni, è stata eseguita dalla Polizia. i due sono gravemente indiziati dei reati di tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di armi. Dopo l’arresto sono stati condotti presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari.
Determinante si è rivelato il lavoro investigativo svolto nell’immediatezza dei fatti dalla III Sezione della Squadra Mobile, che ha consentito in pochi giorni di ricostruire la dinamica dell’agguato. Fondamentali le immagini dei sistemi di videosorveglianza, grazie alle quali gli investigatori sono riusciti a seguire il percorso del ciclomotore su cui viaggiavano le vittime e a individuare i responsabili dell’azione armata.
L’agguato in largo Totò: undici colpi per uccidere
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la sera del 18 gennaio due giovani stavano transitando a bordo di uno scooter in largo Totò, nel cuore del Rione Sanità, quando furono improvvisamente presi di mira.
All’arrivo dei due centauri nello slargo, un gruppo di giovani già presente sul posto ebbe una reazione immediata e coordinata: alcuni cercarono riparo, mentre almeno due soggetti estrassero armi diverse e aprirono il fuoco.
A terra furono repertati 11 bossoli, segno di un’azione violenta e mirata. Le vittime furono raggiunte dai proiettili e trasportate in ospedale in condizioni critiche:
- uno dei due riportò un pneumotorace con ferita aperta al torace;
- l’altro fu colpito da due proiettili al braccio sinistro.
Un’azione definita dalle modalità mafiose
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno portato gli inquirenti a qualificare l’episodio come un agguato dalle modalità mafiose, escludendo l’ipotesi di una lite occasionale o di un episodio fortuito.
Al momento, tuttavia, il movente non è stato ancora accertato. L’azione potrebbe essere collegata a contrasti tra gruppi emergenti per il controllo del territorio o a cosiddetti “sgarri” maturati nel contesto della criminalità locale.
Una sparatoria in una zona frequentata
L’episodio si verificò in una zona densamente frequentata del centro cittadino. Nonostante l’orario notturno, è stato accertato che nei momenti immediatamente precedenti e successivi alla sparatoria erano presenti passanti ignari e indifesi, circostanza che ha aumentato il rischio per l’incolumità pubblica.
Il contesto: escalation di violenza giovanile
L’arresto dei due minorenni si inserisce in un quadro più ampio che vede Napoli fare i conti con una crescente violenza giovanile. Negli ultimi anni, episodi analoghi hanno coinvolto sempre più spesso ragazzi giovanissimi, sia come vittime che come autori.
Nel 2024, nel giro di poche settimane, hanno perso la vita il 15enne Emanuele Tufano e il 19enne Santo Romano, segnando un’escalation che prosegue anche nel primo semestre del 2025 e nei primi mesi del 2026.
Secondo quanto emerge dalle indagini e dai dati raccolti, si tratta di un fenomeno che va oltre la microcriminalità o il bullismo, con gruppi di adolescenti che agiscono secondo logiche riconducibili a contesti criminali organizzati, arrivando a utilizzare armi da fuoco per risolvere contrasti o affermare il controllo sul territorio.









