All’ospedale di Boscotrecase è attivo il nuovo centro di chirurgia robotica. Quattro interventi di resezione per tumori del colon e del retto sono già stati eseguiti con successo nella struttura guidata da Franco Bianco. Questa è la conferma che la nuova tecnologia è efficace e sicura.
Le operazioni con chirurgia robotica fanno parte di un percorso organizzato sul territorio per curare i tumori del colon, del retto e dello stomaco. Questo percorso accompagna la persona in tutte le fasi: dai controlli iniziali (screening), alla diagnosi e alle cure, fino ai controlli successivi (follow-up) dopo il trattamento.
Innovazione, formazione e benefici per i pazienti
La tecnologia è uno strumento fondamentale di formazione: l’Asl NA 3 Sud si è dotata di una consolle doppia che permette a un chirurgo tutor e a uno specializzando di operare in maniera sincrona. Inoltre, l’approccio robotico consente un miglioramento degli esiti clinici ed è meno invasivo per i pazienti. Diversi settori saranno coinvolti: chirurgia oncologica dell’apparato digerente, urologia, ginecologia e chirurgia generale per patologie benigne. Il sistema sarà disponibile e attivo tutti i giorni, consentendo circa 200 interventi all’anno.
Un investimento strategico per il territorio
Lo sviluppo di un centro specializzato in chirurgia robotica, integrato nei percorsi di cura oncologici locali, è un’azione strategica che mira a contrastare la migrazione sanitaria passiva, offrendo ai pazienti cure di alto livello in linea con gli standard nazionali e internazionali più avanzati.
Giuseppe Russo, direttore generale della Asl Napoli 3 Sud, si esprime così a riguardo: “L’attivazione della chirurgia robotica a Boscotrecase rappresenta un traguardo fondamentale per la nostra azienda e per tutto il territorio”.
“Con questo investimento tecnologico completiamo un percorso per pazienti oncologici che necessitano di terapia chirurgica già solido e strutturato, offrendo ai nostri cittadini cure sempre più efficaci, meno invasive e al passo con i migliori standard internazionali. Allo stesso tempo, rafforziamo il ruolo formativo delle nostre strutture e contrastiamo concretamente la mobilità sanitaria, portando l’eccellenza vicino ai pazienti”.
Lucia Pia Mandara









