Un colpo mirato, costruito nel tempo, che punta dritto a decapitare i nuovi equilibri della criminalità organizzata nel Casertano.
All’alba di oggi, tra le province di Caserta e Napoli, è scattata una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta e del ROS, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, contro quelli che gli inquirenti ritengono i nuovi vertici della fazione Zagaria del clan dei Casalesi.

Un intervento massiccio: oltre 150 militari impiegati sul campo, con il supporto delle Squadre di Supporto Operativo del 10° Reggimento Carabinieri Campania e delle unità cinofile, utilizzate per la ricerca di armi e sostanze stupefacenti. Un dispositivo articolato, segno della rilevanza dell’obiettivo investigativo e della pericolosità dei soggetti coinvolti.
Le misure cautelari eseguite sono 23 e riguardano indagati accusati, a vario titolo, di una lunga serie di reati: associazione mafiosa, concorso esterno, estorsione, usura, traffico di droga, riciclaggio e autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni, oltre alla detenzione illegale di armi e munizioni. Contestazioni che delineano un sistema criminale strutturato, capace di operare su più livelli, dall’economia illegale fino al controllo del territorio.
La dimensione ormai transnazionale delle dinamiche mafiose
Secondo le prime informazioni, alcuni degli indagati si troverebbero anche all’estero, elemento che conferma la dimensione ormai transnazionale di certe dinamiche mafiose, sempre più orientate a diversificare investimenti e attività fuori dai confini nazionali.
L’operazione si inserisce in un quadro investigativo più ampio che mira a ricostruire la riorganizzazione interna del clan dopo gli arresti e le condanne che negli anni hanno colpito la storica leadership. Il nome Zagaria, infatti, richiama una delle articolazioni più radicate e influenti del cartello dei Casalesi, capace per decenni di infiltrarsi nell’economia legale e di esercitare un controllo capillare sul territorio.

Il blitz di oggi sembra voler interrompere proprio questo tentativo di ricostruzione, colpendo figure ritenute strategiche nella nuova catena di comando. Non solo esecutori, ma soggetti che avrebbero avuto un ruolo nella gestione degli affari e nella riorganizzazione delle attività illecite.
I dettagli completi dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa prevista in Procura a Napoli, alla presenza del procuratore capo Nicola Gratteri, insieme ai vertici operativi dell’Arma coinvolti nell’indagine. Un passaggio che servirà a chiarire ulteriormente la portata dell’inchiesta e gli sviluppi investigativi.








