C’è un filo invisibile che lega le vite ai luoghi della propria formazione, un richiamo che resiste al tempo e alle stagioni della storia. A cento anni, Arturo Amendolara ha scelto di tornare dove tutto ebbe inizio, attraversando ancora una volta il portone del “Rosso Maniero” di Pizzofalcone, sede della Scuola Militare Nunziatella, per celebrare un traguardo che è insieme personale e collettivo, memoria viva di un secolo attraversato tra guerra, studio e professione.
Il ritorno nella scuola della giovinezza
Classe 1926, Amendolara fu allievo della Nunziatella nel 1942, in uno dei periodi più drammatici della storia contemporanea. Il suo percorso formativo, iniziato tra le mura della più antica scuola militare d’Europa, venne interrotto bruscamente a causa del secondo conflitto mondiale, lasciando incompiuto un cammino che, tuttavia, avrebbe segnato profondamente la sua crescita.
A distanza di oltre ottant’anni, quel legame non si è mai spezzato. Il ritorno a Pizzofalcone assume così il valore di un viaggio nella memoria, un gesto carico di significato che restituisce centralità a un luogo simbolo della formazione e dell’identità.
L’accoglienza e l’incontro con i giovani allievi
Ad accoglierlo, in un’atmosfera carica di emozione, è stato il Colonnello Alberto Valent, comandante della Nunziatella ed ex allievo, insieme a una delegazione degli ex allievi della sezione Campania e Basilicata.
Il momento più intenso si è consumato nell’incontro tra generazioni: Amendolara ha condiviso la celebrazione del suo centesimo compleanno con due giovani del 238° corso, Ludovica Coraggio e Federico Viscovo, con i quali ha simbolicamente tagliato la torta dei cento anni. Un passaggio di testimone ideale, in cui passato e futuro si sono intrecciati nello stesso luogo.
Il ricordo della guerra e il valore della formazione
Rivolgendosi ai giovani allievi, Amendolara ha rievocato le difficoltà vissute durante gli anni della guerra, sottolineando quanto l’esperienza alla Nunziatella abbia inciso sulla sua formazione.
La scuola, ha ricordato, non è stata soltanto un luogo di studio, ma un ambiente capace di forgiare il carattere e orientare le scelte di vita. Un’eredità che lo ha accompagnato anche dopo l’interruzione forzata del percorso scolastico.
Dalla Nunziatella alla medicina: una vita al servizio degli altri
Dopo aver conseguito la maturità classica, Amendolara ha proseguito gli studi intraprendendo la carriera medica. Si è laureato in cardiologia, esercitando la professione nella sua terra d’origine, in provincia di Salerno. Un percorso professionale costruito su basi solide, in cui l’esperienza maturata alla Nunziatella ha rappresentato un punto di partenza determinante, contribuendo alla sua crescita sia come uomo che come medico.
Le parole agli allievi del presente
Nel suo intervento, rivolto ai giovani allievi, Amendolara ha voluto lasciare un messaggio semplice ma denso di significato, capace di attraversare generazioni:
“Vi state formando in una Scuola bellissima, siate orgogliosi della vostra scelta che avete fatto, vi auguro tanta fortuna. Ci rivedremo anche l’anno prossimo”.
Parole che racchiudono l’essenza di un legame mai interrotto e la volontà di continuare a guardare al futuro, anche a cento anni.
Il concorso e le opportunità per i nuovi studenti
Intanto, la Nunziatella continua a rappresentare un punto di riferimento per la formazione dei giovani. È fissata al 10 aprile 2026 la scadenza del concorso di ammissione, rivolto agli studenti del secondo anno dei licei classico, scientifico e delle scienze applicate.
Un’opportunità per entrare a far parte di una realtà storica che, come dimostra la vicenda di Amendolara, lascia un segno profondo e duraturo nella vita di chi la attraversa.
Marco Celiberti









