Un balsamario di epoca arcaica, rinvenuto durante gli scavi in corso a Gragnano, sarà esposto al Museo Archeologico Nazionale di Napoli nell’ambito della mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, in programma dal 3 aprile al 6 luglio 2026.
Il reperto proviene dalla necropoli di via dei Pastai, un’area oggetto di indagini archeologiche avviate nel 2025 all’interno di una proprietà privata. Gli scavi hanno portato alla luce circa settanta sepolture, databili alla prima metà del VI secolo a.C., disposte lungo un antico asse viario. Il contesto è ritenuto di particolare interesse per la ricostruzione dell’antico ager stabianus.
Il balsamario, databile tra il 580 e il 550 a.C., è realizzato in terracotta a stampo con rifiniture manuali e presenta tracce di colore. Si distingue per la forma a sirena, con volto caratterizzato da occhi a mandorla e corpo stilizzato con elementi ornitomorfi.
Il manufatto è stato rinvenuto all’interno di una sepoltura, collocato ai piedi del defunto insieme ad altri elementi del corredo funerario. Secondo gli archeologi, oltre alla funzione pratica di contenitore per unguenti, l’oggetto potrebbe avere avuto anche un significato simbolico legato ai rituali funerari.
La scoperta si inserisce in un quadro più ampio di ricerche che stanno restituendo nuove informazioni sull’organizzazione sociale e culturale delle comunità presenti nell’area stabiese in età arcaica. L’esposizione al MANN rappresenta un primo passaggio pubblico per il reperto, in attesa di ulteriori studi e approfondimenti scientifici.









