La gazzella dei Carabinieri di Villaricca è sfrecciata verso quel palazzo nel centro cittadino con una consapevolezza amara: conoscevano bene quell’appartamento. Già a marzo era scattata la prima denuncia per maltrattamenti, il culmine di un anno fatto di vessazioni e paura. Ma stavolta l’ex marito, un 44enne, ha deciso di alzare il tiro della violenza, trasformando un condominio nel teatro di una caccia all’uomo.
“L’assedio dell’estintore”: fumo e polvere in casa
Quando i militari sono arrivati, le scale del palazzo tremavano ancora per le grida. L’uomo era fuori dalla porta di ingresso, fuori controllo, con un tubo di gomma infilato sotto la fessura della porta. Poco prima aveva afferrato un estintore antincendio condominiale e ne aveva scaricato l’intero contenuto all’interno della casa.

Il risultato? Un caos soffocante: fumo chimico e polvere ovunque, rendendo l’aria irrespirabile per chi era barricato dentro, sperando che quella porta d’ingresso reggesse ancora per un po’.
Il coraggio di un figlio: un pugno per difendere la madre
La miccia era scoppiata poco prima. L’uomo era riuscito a entrare in casa e aveva iniziato ad aggredire l’ex moglie di 43 anni. In quel momento, il figlio maggiore della coppia, un ragazzo di 19 anni, si è intromesso tra i genitori per fare da scudo alla madre e alle sorelle minori.
Per tutta risposta, il padre gli ha sferrato un pugno in pieno volto, così violento da frantumargli gli occhiali e causargli una lesione alla regione orbitale dell’occhio sinistro. Nonostante il dolore, il giovane è riuscito, insieme con la madre e le sorelle, a spingere l’aggressore fuori di casa e a chiudere la porta. È stato allora che l’uomo ha iniziato l’attacco con l’estintore.
I numeri della tragedia sfiorata
“La uccido, è una p****, mi faccio 30 anni“. Queste le parole urlate dall’uomo mentre i carabinieri lo bloccavano. Un delirio interrotto solo dal tempestivo intervento dei militari, che hanno rassicurato la donna e i tre ragazzi, visibilmente scioccati.
L’uomo è stato immediatamente condotto in carcere, mentre per il figlio restano i segni di una ferita fisica che guarirà in pochi giorni.








