America’s Cup e Napoli Capitale Europea dello Sport 2026, sono due eventi importanti che confermano la fiducia nella città di Napoli, pronta a narrare la sua storia millenaria ed organizzare due grandi avvenimenti che avranno come denominatore comune il mare, lo sport e l’identità partenopea.
Il programma di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026
L’iniziativa di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026 è stata promossa dal Comune di Napoli in collaborazione con ACES Europe, il CONI (Comitato Regionale Campania) e l’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana) e si articolerà per tutto l’anno in gare ed eventi con atleti, che si cimenteranno in molteplici discipline, con la finalità di aggregare sport, socialità e valorizzazione del territorio. Dal tennis alle arti marziali, dal nuoto al basket, dall’atletica leggera al ciclismo. Il 2 marzo scorso al Real Albergo dei Poveri, a Napoli, è incominciata ufficialmente la manifestazione con la presentazione del Comune di Napoli: cento eventi sportivi per oltre 20 discipline che si chiuderanno a dicembre con il Winter Rowing Fest, regata promozionale nelle acque del Molosiglio.
L’America’s Cup: storia e prestigio della competizione
Parallelamente fervono i preparativi per l’America’s Cup, un appuntamento di portata mondiale che si svolgerà nello spettacolare scenario del Golfo di Napoli e vedrà gareggiare i migliori team velici del mondo.
La storia dell’America’s Cup, è quella della goletta “America” che nel 1851 attraversò l’Atlantico da New York. Questa goletta vinse una gara attorno all’Isola di Wight nell’ambito della Regata Annuale del Royal Yacht Squadron battendo le imbarcazioni inglesi e vincendo la Coppa delle 100 ghinee. L’8 luglio 1857 il sindacato proprietario dell’imbarcazione ribattezzò il trofeo “America’s Cup” e lo donò al New York Yacht Club come “una coppa da disputare in competizioni amichevoli tra nazioni”.
Le imbarcazioni statunitensi difesero con successo il trofeo in 24 occasioni dal 1870 al 1980, finché nel 1983 “Australia II” divenne il primo Challenger a sconfiggere il New York Yacht. In oltre 170 anni di storia dell’America’s Cup, solo quattro nazioni (Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Svizzera) hanno conquistato il trofeo. Nell’era moderna della competizione, squadre di Italia, Francia, Spagna, Sudafrica, Germania, Giappone, Cina e Svezia si sono avvicinate – talvolta molto – alla vittoria, senza però mai riuscirci. Rimane una delle competizioni più difficili da vincere nello sport internazionale.
Le parole del sindaco e l’impatto sulla città
Nel frattempo il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha dichiarato alla stampa che “Ospitare a Napoli la 38esima edizione dell’America’s Cup rappresenta per la città e l’Italia intera una straordinaria vetrina a livello internazionale per la bellezza e la storia del nostro territorio. Abbiamo lavorato duramente in questi mesi insieme al Governo vincendo la competizione con altre città e cogliendo uno straordinario successo che produrrà enorme impatto economico sul territorio come accaduto in passato per Barcellona e Valencia. Napoli è pronta ad accogliere la più importante competizione velica del mondo”.
Le aree coinvolte e i cantieri a Bagnoli
La location delle gare sarà il tratto di mare tra Castel dell’Ovo e Posillipo; a Bagnoli invece vi saranno le basi dei team velici e proprio nell’area flegrea è in corso già da diversi mesi una fase importante per la ristrutturazione e il recupero di Bagnoli.
Dalla demolizione del vecchio pontile centrale dell’ex Italsider al cantiere per la messa in sicurezza della discussa colmata a mare. L’obiettivo principale di queste operazioni è rivoluzionare l’area dismessa in una piattaforma di 20 ettari che dovrà ospitare le strutture dei team dell’American’s Cup già a partire da quest’estate. Inoltre, il progetto prevede anche una nuova stazione della Linea 2 della metropolitana e il recupero di luoghi storici come il Lido Pola e il Circolo Ilva. Tra le tante iniziative è presente anche la rinascita del nuovo Parco dello Sport, che sarà gestito dalle Fiamme Oro, e sarà il punto d’incontro tra atleti e cittadini.
Investimenti, tempi e obiettivi del progetto
Le demolizioni attualmente in corso consentiranno di anticipare di circa tre anni la realizzazione del nuovo waterfront, ma non solo anche del pontile Nord e del pontile Sud; questi moli inoltre fungeranno da vie di fuga via mare per il rischio vulcanico. L’obiettivo principale di queste attività infatti è quello di avere un impatto positivo a lungo termine sulla cittadinanza con la finalità di restituire ai cittadini un’area rimasta chiusa e inutilizzata per decenni. Tutto il piano di risanamento prevede un investimento pubblico totale di circa 1,7 miliardi di euro, finanziato attraverso Fondi Commissariali e FSC relativi ai cicli 2014-2020 e 2021-2027. La struttura commissariale ha precisato che circa un miliardo sarà impiegato per interventi di bonifica ambientale, mentre 270 milioni saranno destinati allo sviluppo delle infrastrutture e 430 milioni ai progetti di rigenerazione urbana. Nonostante l’importanza e l’impatto, che sembrerebbe indubbiamente positivo, di queste opere, non mancano le contestazioni.
Le proteste dei cittadini di Bagnoli
Le proteste dei cittadini di Bagnoli contro i lavori per l’America’s Cup nascono da una combinazione di motivi ambientali, sociali e politici. Dalle principali fonti emerge un quadro piuttosto chiaro: non è una semplice opposizione all’evento sportivo, ma una contestazione su come si sta intervenendo su un territorio già fragile.
In sintesi, i residenti contestano soprattutto la mancata bonifica completa dell’area, temendo che i lavori per l’evento la rinviino o la aggirino. Preoccupa inoltre il rischio che le infrastrutture previste, pur dichiarate temporanee, diventino permanenti, favorendo speculazione e privatizzazione della costa. A questo si aggiungono i disagi quotidiani dei cantieri, il timore di sgomberi e gentrificazione e le accuse al Comune di aver coinvolto poco la cittadinanza nelle decisioni.
Francesca Esposito








