Ponticelli sotto choc, 20enne ucciso all’alba davanti a un bar: caccia ai killer in scooter, indagini su movente e possibile errore

Agguato in via Carlo Miranda alle 5.10: Fabio Ascione, incensurato, colpito al torace e morto in ospedale, investigatori al lavoro tra piste criminali e dubbio obiettivo

L’alba a Ponticelli si è aperta con il rumore improvviso degli spari e con una scena che ha sconvolto via Carlo Miranda, dove un gruppo di giovani si era ritrovato come tante altre volte davanti a un bar. In pochi istanti, quella normalità si è trasformata in tragedia: Fabio Ascione, 20 anni, è stato raggiunto da un colpo di pistola al torace e, nonostante la corsa disperata verso l’ospedale, non ce l’ha fatta.

L’agguato davanti al bar Lively

Erano circa le 5.10 del mattino quando, nei pressi del bar Lively, si è consumato l’agguato. Secondo quanto ricostruito, due persone a bordo di uno scooter, con il volto parzialmente coperto da cappelli, si sono avvicinate al gruppo di ragazzi presenti in strada.

Uno dei due, seduto sul lato passeggero, avrebbe estratto una pistola di medio calibro e aperto il fuoco. Almeno un proiettile ha raggiunto Fabio Ascione al petto, facendolo accasciare sull’asfalto davanti agli amici.

La dinamica appare rapida e mirata, ma restano ancora da chiarire diversi aspetti, tra cui la reale intenzione dei killer e il possibile obiettivo dell’azione.

I soccorsi e la corsa a Villa Betania

Subito dopo l’esplosione dei colpi, è scattato il tentativo di salvataggio. Un automobilista di passaggio ha caricato il giovane ferito e lo ha trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania.

Nonostante l’immediato intervento sanitario, le condizioni del 20enne sono apparse fin da subito gravissime. Poco dopo l’arrivo in ospedale, i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Chi era Fabio Ascione

Fabio Ascione, nato a Napoli il 26 marzo 2006, risultava incensurato. Un elemento che rende ancora più complessa la lettura dell’episodio.

Secondo quanto emerso, il giovane non avrebbe avuto precedenti penali e, almeno formalmente, non risultavano legami diretti con ambienti della criminalità organizzata. Gli investigatori stanno tuttavia verificando ogni possibile frequentazione per comprendere il contesto in cui si inserisce l’omicidio.

Le indagini dei Carabinieri

Sul luogo dell’agguato sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli e quelli del nucleo operativo di Poggioreale, che hanno immediatamente avviato le attività investigative.

Le indagini sono ora coordinate dalla Procura di Napoli, con l’obiettivo di ricostruire con precisione dinamica e matrice del delitto. Tra i primi passi, l’acquisizione di testimonianze e la verifica di eventuali immagini utili.

Il nodo delle telecamere

Uno degli elementi che complica il lavoro degli investigatori riguarda la scarsa copertura di videosorveglianza nella zona dell’agguato. Il tratto di via Carlo Miranda interessato non risulterebbe infatti dotato di telecamere pubbliche, ma solo di lettori di targa.

Per questo motivo, i militari stanno concentrando l’attenzione su impianti privati, in particolare quelli presenti nei dintorni e presso lo stesso bar Lively, nella speranza di individuare dettagli utili per identificare i responsabili.

I dubbi sul bersaglio

Resta centrale un interrogativo: Fabio Ascione era il vero obiettivo dell’agguato?

Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. Da un lato si valuta la possibilità di un’azione mirata, dall’altro quella che il giovane possa essere stato colpito accidentalmente mentre si trovava con altri ragazzi.

Il contesto del quartiere

L’omicidio si inserisce in un’area storicamente segnata da dinamiche criminali. La zona è conosciuta come “parco di Topolino”, denominazione legata al passato controllo del territorio da parte di Carmine Sarno, detto “Topolino”.

Oggi, secondo quanto emerge, l’area sarebbe considerata una delle roccaforti del clan De Micco, anche se gli investigatori sottolineano che non è possibile, allo stato attuale, collegare direttamente l’episodio a specifiche dinamiche camorristiche.

Le verifiche proseguono senza escludere alcuna pista, nel tentativo di dare un volto e un movente a chi ha aperto il fuoco all’alba, trasformando una strada di quartiere nel teatro di un omicidio ancora tutto da chiarire.

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