Trapianto fallito al Monaldi, nuova querela: è scontro tra i genitori del piccolo Domenico ed il chirurgo

Nuova querela dei genitori del piccolo Domenico contro il cardiochirurgo Guido Oppido. Al centro alcune dichiarazioni tv

Si aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda giudiziaria legata alla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni scomparso lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore non riuscito eseguito all’Ospedale Monaldi.

I genitori, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, attraverso il loro legale Francesco Petruzzi, hanno presentato una querela per diffamazione a mezzo stampa nei confronti del cardiochirurgo Guido Oppido.

Il chirurgo Guido Oppido
Trapianto fallito al Monaldi, nuova querela: è scontro tra i genitori del piccolo Domenico ed il chirurgo

Al centro dell’azione legale ci sono alcune dichiarazioni rilasciate dal medico durante una trasmissione televisiva nazionale, Mi manda RaiTre. In quell’occasione, Oppido avrebbe sostenuto che tutte le informazioni sul caso sarebbero state comunicate “fin dall’inizio” alla famiglia del bambino.

Una versione che i genitori hanno sempre contestato con fermezza. In particolare, la madre ha più volte ribadito di aver appreso dettagli cruciali – tra cui la presunta compromissione del cuore durante il trasporto – solo attraverso i mezzi di informazione, e non dai medici.

Le dichiarazioni di Oppido finite nel mirino

Secondo l’avvocato Petruzzi, quelle affermazioni non sarebbero una semplice ricostruzione difensiva, ma avrebbero un impatto diretto sulla reputazione della madre del piccolo.

La frase contestata, infatti, implicherebbe – secondo la tesi della querela – che la donna avrebbe fornito una versione non veritiera ai magistrati. Un’interpretazione che, se accolta, configurerebbe un’accusa estremamente grave.

Il piccolo Domenico Caliendo
Le dichiarazioni di Oppido finite nel mirino

Nell’atto depositato questa mattina presso il Palazzo di Giustizia di Napoli, si evidenzia come la diffusione di tali dichiarazioni in un contesto televisivo nazionale amplifichi ulteriormente la portata lesiva, trasformando una vicenda giudiziaria in uno scontro pubblico.

La querela si inserisce in un’indagine già complessa e articolata. Sul caso sono attualmente al vaglio degli inquirenti diverse posizioni, con un’inchiesta che ipotizza, a vario titolo, reati come omicidio colposo e falso in cartella clinica. Tra gli indagati figura anche lo stesso Oppido.

Una vicenda tra dolore e ricerca della verità

Secondo quanto riportato nell’esposto, l’episodio contestato non sarebbe isolato, ma si inserirebbe in un quadro più ampio di dichiarazioni ritenute lesive, già oggetto di precedenti iniziative legali. La morte del piccolo Domenico continua a sollevare interrogativi profondi, sia sul piano umano che su quello giudiziario. Da un lato il dolore della famiglia, dall’altro la necessità di accertare con precisione ogni passaggio clinico e decisionale che ha portato al tragico epilogo.

Mentre le indagini proseguono, la nuova querela segna un ulteriore punto di tensione in una vicenda che resta sotto i riflettori dell’opinione pubblica. L’obiettivo, ora, è fare chiarezza definitiva su responsabilità, comunicazioni e dinamiche: un passaggio fondamentale per stabilire la verità su quanto accaduto e restituire risposte a una famiglia che continua a chiedere giustizia.