Il lavoro di spostamento dei sottoservizi di Palazzo Fienga, che sta iniziando a Torre Annunziata, non è un intervento isolato: fa parte di un progetto più ampio per ridisegnare il centro della città. L’idea è trasformare aree simboliche in spazi aperti e accessibili a tutti, con funzioni pubbliche e luoghi in cui la comunità possa incontrarsi.
In questa direzione va il provvedimento adottato a marzo dalla Giunta guidata dal sindaco Corrado Cuccurullo, che ha aggiornato il Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2023 con il Ministero della Difesa, il Ministero della Cultura e l’Agenzia del Demanio.
Palazzo Fienga diventa così un pezzo importante di questo piano, insieme ad altre zone come l’area dello Stabilimento Militare Spolette. L’obiettivo è unire più interventi, invece di farli separati, per creare un sistema urbano più funzionale e vivibile per i cittadini.
Spostare i sottoservizi
Prima di abbattere Palazzo Fienga, bisogna spostare tutte le reti che passano dentro l’edificio: tubature dell’acqua, linee elettriche e impianti del gas. Questi collegamenti servono ancora alle case tra via Bertone, via Castello e via D’Alagno, quindi non si possono spegnere o staccare senza precauzioni.
Per questo vengono trasferiti su nuovi percorsi, così da garantire sicurezza e continuità dei servizi. È un lavoro tecnico, complesso e fondamentale, finché le linee rimangono nell’edificio, non si può iniziare la demolizione.
Verso una città più moderna
La demolizione del palazzo non è solo un lavoro di costruzione: rappresenta un passo concreto verso la trasformazione della città. Negli ultimi mesi, Comune, Prefettura e Agenzia del Demanio hanno lavorato insieme per far avanzare il progetto e rispettare tempi e sicurezza.
Quando tutti i sottoservizi saranno spostati, il palazzo potrà essere abbattuto, liberando l’area. Questo permetterà di restituire alla comunità uno spazio nuovo, aperto e più vivibile, trasformando un luogo simbolicamente pesante in un’opportunità per la città e i suoi cittadini.
Lucia Pia Mandara







