Una sequenza ravvicinata di eventi, tra sequestri di armi e droga e colpi di pistola esplosi in strada, ha riportato alta la tensione nell’area nord di Napoli. Nel quartiere di Secondigliano, già segnato da stese, raid incendiari e agguati, una nuova ondata di violenza si è consumata nel giro di poche ore, con due episodi distinti ma legati da un filo familiare e investigativo.
L’agguato in strada e il ferimento del 44enne
È accaduto poco dopo le 23 di giovedì lungo corso Secondigliano, all’altezza del civico 172. Due uomini, imparentati tra loro, si sono affrontati in strada dopo un acceso diverbio. La tensione è salita rapidamente, trasformando lo scontro verbale in violenza armata.
A esplodere i colpi è stato Savio Margarita, che aveva con sé una pistola. L’uomo non ha esitato a fare fuoco contro il rivale, colpendolo due volte. A rimanere ferito è stato Salvatore Marino, 44 anni, raggiunto da un proiettile allo stomaco e da un altro a una gamba.
I colpi hanno riecheggiato per centinaia di metri, sotto gli occhi di passanti e automobilisti, molti dei quali sono fuggiti spaventati, mentre altri hanno fornito elementi utili agli investigatori. Marino è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli, dove è tuttora ricoverato in condizioni critiche ma non in pericolo di vita.
La fuga e la costituzione di Savio Margarita
Dopo la sparatoria, l’attentatore si è dato alla fuga, facendo perdere temporaneamente le proprie tracce. La latitanza è durata però soltanto poche ore. Nella mattinata successiva, Savio Margarita si è presentato spontaneamente negli uffici della Squadra mobile.
Accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Domenico Dello Iacono e Valentina Alfieri, l’uomo si è sottoposto a un interrogatorio fiume durato fino al pomeriggio inoltrato. Al termine, nei suoi confronti è stato emesso un decreto di fermo da parte della Direzione distrettuale antimafia, con l’accusa di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.
Il legame familiare e il blitz poche ore prima
Un elemento centrale emerso fin dalle prime fasi investigative riguarda il legame familiare diretto tra l’autore dell’agguato e un altro soggetto arrestato poche ore prima. Savio Margarita è infatti fratello di Stefano Margarita, fermato al culmine di un’operazione di polizia che ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di armi e droga.
Gli investigatori del commissariato Secondigliano e della Squadra mobile erano già sulle tracce dell’uomo grazie alle testimonianze raccolte subito dopo la sparatoria, che avevano consentito di identificarlo rapidamente.
Il sequestro dell’arsenale e della cocaina
Nel tardo pomeriggio di giovedì, gli agenti avevano eseguito un blitz in via Casoria, all’interno di un centro demolizioni di proprietà della famiglia Margarita, già sottoposto a sequestro. Qui era stato sorpreso Stefano Margarita, 29 anni, mentre tentava di introdursi nell’area scavalcando il cancello.
Con il supporto dell’unità cinofila dell’Ufficio prevenzione generale della questura, i poliziotti hanno ispezionato l’intero sito, rinvenendo tra le lamiere di auto dismesse e materiali di risulta un vero e proprio arsenale:
- mezzo chilo di cocaina, suddiviso in circa 120 dosi e un panetto ancora da tagliare
- una pistola carica
- due fucili
- decine di munizioni
Le armi sono risultate tutte oggetto di furto, elemento che ha portato a contestare anche il reato di ricettazione, oltre a quelli di detenzione di stupefacenti, detenzione di armi da fuoco e violazione di sigilli.
I legami con la criminalità organizzata
Il quadro investigativo si inserisce in un contesto più ampio di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, impegnate a contrastare le recenti escalation violente nell’area nord della città. L’operazione che ha portato all’arresto di Stefano Margarita si colloca proprio in questa strategia.
Il 29enne risulta inoltre cugino di Saverio Emanuele Margarita, ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Amato-Pagano e considerato uno degli uomini incaricati della riscossione del racket, in particolare nell’orbita del boss Pietro Caiazza, noto come “zio Pierino”.
Le armi sequestrate saranno sottoposte a accertamenti tecnici per verificare un loro eventuale utilizzo in recenti fatti di sangue o azioni intimidatorie registrate nella zona.
Le indagini e le testimonianze
Subito dopo la sparatoria, alcuni testimoni hanno fornito indicazioni decisive agli investigatori, contribuendo alla rapida identificazione dell’autore dell’agguato. Nel corso della notte è stato lo stesso Salvatore Marino, nonostante le condizioni, a indicare agli inquirenti il nome del suo aggressore.
La dinamica precisa dei fatti resta al centro delle indagini, mentre gli investigatori stanno cercando di chiarire movente e possibili collegamenti con le recenti tensioni criminali registrate a Secondigliano. Nessuna pista viene al momento esclusa.









