Sistema Sorrento: “Ho preso 215mila euro di tangenti”, la confessione di Massimo Coppola

Dai verbali desecretati emergono ammissioni dettagliate dell’ex sindaco su mazzette, intermediari e concorsi truccati, mentre l’inchiesta coinvolge quindici indagati e si allarga

L’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, ammette di aver incassato 215mila euro in tangenti nell’ambito della maxi inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. La confessione è contenuta nei verbali di un interrogatorio investigativo desecretato risalente a settembre 2025, destinato a diventare uno snodo centrale dell’indagine sul cosiddetto “Sistema Sorrento”.Sorrento, apre lo Sportello I.O.L. Informazione orientativa al lavoro

La confessione: “Ho intascato 215mila euro”

La dichiarazione chiave arriva al termine di un lungo interrogatorio: “Ho intascato 215mila euro di tangenti e non ho occultato contanti altrove”. Le parole sono attribuite allo stesso Massimo Coppola, che il 17 settembre 2025, alle ore 14, avrebbe deciso di collaborare con gli inquirenti attraverso i suoi legali.

Le ammissioni sono il risultato di un ciclo di interrogatori durato più giorni, tra il 2 e il 17 settembre, durante i quali l’ex primo cittadino ha ricostruito flussi di denaro, rapporti corruttivi e meccanismi interni al sistema finito sotto indagine.

Il dettaglio delle somme e dei flussi di denaro

Nel corso dell’interrogatorio, Coppola ha fornito una quantificazione precisa delle somme percepite: “Dall’attività illecita e in particolare dalle corruzioni perfezionatesi, io ho ricevuto da Raffaele Guida 105mila euro. Da Di Maio non so con precisione quanto mi è stato consegnato a titolo di tangenti. Le consegne sono iniziate a settembre 2022 e, in totale, facendo un calcolo matematico, mi ha consegnato la somma complessiva di 60.000 euro. Poi ci sono 50.000 euro ricevuti per le tre vicende corruttive, l’assunzione dei due istruttori e il vigile”.

Alle somme si aggiungono ulteriori precisazioni sulla disponibilità economica: “Oltre ai 37.000 euro che mi avete trovato, ho una somma di 150.000 euro sul conto corrente che, ovviamente, spendendo il contante che ricevevo a titolo di tangenti, ho avuto modo di accumulare sul conto corrente. Non ho altro contante e non ho occultato contante in qualche luogo”.

Il ruolo degli intermediari nel “Sistema Sorrento”

Dalle dichiarazioni emerge una rete strutturata di intermediari. Tra questi figura Raffaele Guida, soprannominato Lello il sensitivo, indicato come snodo operativo nei rapporti con gli imprenditori e canale attraverso cui sarebbero transitate parte delle mazzette.

Accanto a lui compare anche Francesco Di Maio, descritto come staffista coinvolto nella gestione delle relazioni e nella compravendita dei concorsi truccati, inserita nel più ampio sistema corruttivo.

Secondo quanto riferito agli inquirenti, il meccanismo avrebbe riguardato non solo appalti ma anche assunzioni pubbliche e procedure concorsuali, con scambi di denaro in cambio di risultati pilotati.

L’arresto e l’episodio del ristorante

L’indagine aveva già portato all’arresto di Coppola nel maggio 2025. In quell’occasione, l’ex sindaco era stato fermato in un ristorante insieme a un imprenditore e a un altro indagato, durante un incontro ritenuto sospetto.

Le attività investigative avevano documentato un passaggio ritenuto rilevante: uno dei presenti era stato ripreso dalle telecamere mentre contava banconote nel bagno del locale, elemento che ha rafforzato l’impianto accusatorio.

Gli effetti dei verbali sull’inchiesta

tribunale torre annunziataLe ammissioni contenute nei verbali hanno avuto un impatto diretto sull’indagine. Sulla base di questi atti, il giudice per le indagini preliminari Maria Concetta Criscuolo ha disposto interrogatori preventivi per 15 indagati, ritenuti coinvolti a vario titolo nel sistema.

L’attività investigativa, coordinata dal sostituto procuratore Giuliano Schioppi e dalla Procura guidata da Nunzio Fragliasso, si è estesa a diversi ambiti: dagli appalti pubblici alle assunzioni comunali, fino alla gestione di servizi e attività legate alla promozione cittadina.

Un “sistema” tra appalti, concorsi e gestione pubblica

Dalle dichiarazioni emerge un quadro che gli inquirenti definiscono come strutturato e continuativo, con riferimenti a procedure ritenute alterate in diversi settori. Tra i filoni citati compaiono: appalti pubblici e affidamenti; concorsi e assunzioni al Comune; gestione di strutture e servizi cittadini; attività promozionali e culturali.

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