Tra sistemi fuori uso, pratiche ferme e ritorno alla carta, il “blocco informatico” paralizza l’attività amministrativa. Il Comune di Volla si trova oggi ad affrontare una crisi silenziosa ma profonda, che non passa attraverso le aule consiliari bensì nei singoli uffici. Un “problema informatico” ha di fatto paralizzato gran parte dell’attività amministrativa, generando disagi diffusi tra cittadini, professionisti ma anche tra i dipendenti stessi.

Il sistema in tilt e il nodo della transizione

Più che un semplice disservizio tecnico, quello in corso appare come un vero e proprio blocco strutturale. Dietro il tilt dei sistemi emerge però un nodo ancora più rilevante: la conclusione del rapporto con la GOLEM, la società che gestiva i servizi, senza un adeguato passaggio di consegne alla Halley, nuova società incaricata.

Una transizione incompleta che avrebbe reso, di fatto, inaccessibili dati, archivi e pratiche precedenti. Inoltre tutte le procedure che finalmente erano diventate automatizzate, oggi richiedono nuovamente passaggi manuali, rallentando ulteriormente le attività all’interno di un comune che già presentava difficoltà organizzative importanti. Tale assenza di migrazione dei dati non consente più, dunque, di garantire continuità operativa.

La paralisi nel settore tributi

Il blocco ha coinvolto numerosi servizi fondamentali, a partire dal settore tributi, pertanto numerosi sono i cittadini impossibilitati attualmente a verificare la propria posizione.

Spesso, inoltre, dopo aver atteso svariate settimane per un appuntamento con la nuova società incaricata, gli abitanti di Volla non riescono comunque ad ottenere le risposte necessarie, perché i dipendenti stessi non riescono a risalire ai loro dati.

Disagi concreti e diritti disattesi

Le conseguenze di questa situazione ricadono naturalmente sui cittadini, soprattutto su chi ha scadenze imminenti o necessità urgenti.

Un disagio che va oltre la semplice inefficienza e che viene percepito sempre più come una mancanza di rispetto. Il tema a questo punto non è più solo tecnico: riguarda la tutela dei diritti e la qualità del rapporto tra istituzioni e comunità e a preoccupare è anche l’assenza di comunicazioni tempestive e chiare da parte dell’Amministrazione, che contribuisce ad aumentare il senso di incertezza.

Urbanistica e attività produttive: ritorno al passato

Le criticità si estendono inoltre anche ad altri settori come quelli dedicati all’urbanistica e alle attività produttive. Le pratiche SUE e SUAP, che fino a poco tempo fa potevano essere gestite digitalmente, sono tornate alla modalità cartacea, segnando un evidente passo indietro. Integrare una documentazione o rettificarla diventa un’operazione così macchinosa da scoraggiare gli utenti.

L’integrazione con il vecchio sistema non è più possibile e i dati risultano di fatto, e si spera solo momentaneamente, “perduti”. Tutto ciò, va sottolineato, in completo contrasto con gli obiettivi di digitalizzazione previsti per la pubblica amministrazione.

Restano garantiti, però, almeno per ora, i servizi di anagrafe ed elettorale, ma il quadro complessivo restituisce l’immagine di un Ente in stallo.

L’urgenza di un intervento

In un contesto già complesso, diventa fondamentale un intervento rapido e trasparente da parte dell’Ente che chiarisca le cause del blocco ma soprattutto indichi tempi certi per il ripristino dei servizi e garantisca strumenti adeguati per tutelare cittadini e professionisti.

La continuità dei servizi pubblici non può essere considerata infatti un aspetto secondario, ma rappresenta un pilastro del rapporto tra istituzioni e comunità.
Il rischio, altrimenti, è che un problema tecnico si trasformi in una crisi di fiducia e, si sa, che quest’ultima è ben più difficile da risolvere.

Giovanna Vigliena