Colpo di scena in Cassazione sull’omicidio di Armando Faucitano, detto “Dino”, ucciso undici anni fa a Scafati. I giudici hanno disposto l’annullamento dell’ergastolo per Marcello Adini, rinviando il caso a un nuovo processo davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Napoli.
Per Adini, difeso dall’avvocato Antonio Boffa, si riapre dunque il procedimento dopo la condanna all’ergastolo inflitta in secondo grado, che aveva ribaltato l’assoluzione ottenuta in primo grado. Diversa la posizione degli altri imputati. È stata infatti confermata in via definitiva la condanna all’ergastolo per Carmine Alfano, detto “Bim Bum Bam”, nonostante la caduta dell’aggravante mafiosa. Diventa invece definitiva anche l’assoluzione di Pasquale Rizzo, alias “’o tedesco”, per il quale la Procura generale non ha presentato ricorso.
La Suprema Corte ha quindi tracciato un nuovo quadro processuale: una condanna definitiva (Alfano), un’assoluzione definitiva (Rizzo) e un processo da rifare (Adini). La decisione arriva al termine del giudizio di legittimità sulla sentenza d’Appello emessa a Salerno. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, l’omicidio sarebbe maturato in un contesto legato al traffico di droga. Armando Faucitano sarebbe stato attirato in piazza con un pretesto e poi ucciso in un agguato organizzato.
Nella ricostruzione accusatoria, Rizzo avrebbe fatto da esca, segnalando la presenza della vittima, mentre Adini e Alfano sarebbero arrivati sul posto a bordo di uno scooter per compiere materialmente il delitto. Alla base dell’omicidio ci sarebbero stati contrasti per una partita di droga non pagata. Un debito mai saldato e tensioni precedenti avrebbero portato alla decisione di eliminare Faucitano.
Con l’annullamento disposto dalla Cassazione, per Marcello Adini si apre una nuova fase giudiziaria che dovrà riesaminare la sua posizione. Resta invece definitiva la responsabilità di Alfano, mentre viene definitivamente escluso ogni coinvolgimento di Rizzo.









