La Juve Stabia esce dal pareggio contro il Catanzaro con un punto che tiene vive le ambizioni playoff a tre giornate dal termine della stagione regolare, ma la vera scossa arriva dopo il triplice fischio.
Nel cuore di una stagione che ha rimesso Castellammare di Stabia al centro della Serie B, il club vive un nuovo ribaltone societario: Filippo Polcino, presidente esecutivo del CdA, ha rimesso il proprio mandato. Un gesto forte, politico, che apre un fronte nuovo proprio mentre la proprietà passa dalle mani di Solmate a quelle dell’imprenditore Francesco Agnello, 62 anni , originario di Torre Annunziata ma residente a Roma, dopo il comunicato a mezzo stampa del nuovo proprietario di venerdì pomeriggio.
Polcino si sfila: “Questa nuova proprietà non mi rappresenta.”
Le parole pronunciate in conferenza stampa da Polcino dopo match contro il Catanzaro, sono immediatamente precedenti al comunicato stampa ufficiale della società stabiese.
Questo il comunicato del club:
“Stasera ho ritenuto opportuno intervenire dopo tutto quello che è avvenuto oggi e sono anche stanco della situazione di continua emergenza. Mi preme ringraziare il grande lavoro che stanno facendo gli amministratori giudiziari, affermo con certezza che se non fossero arrivati loro, forse oggi la Juve Stabia non esisterebbe più. Ringrazio il lavoro di tutti coloro che mi hanno supportato nuovamente dopo il mio ritorno. Ringrazio tutta Castellammare e soprattutto i nostri sponsor, uno in particolare Alfredo Guerri, e tutti gli altri. Non avendo ricevuto alcuna convocazione preventiva sulla cessione delle quote, con annesso invito alla partecipazione all’atto notarile per valutare e verificare i progetti in essere che si intendono realizzare a Castellammare ed essendo in attesa di capirli non posso continuare nel mio mandato. La modalità è stata chiara, ho ricevuto una telefonata dalla nuova proprietà, anche per complimentarsi con me dei risultati, ma i tempi e i modi non sono stati quelli adeguati, ho tratto le mie conclusioni e questa (eventuale, ndr) nuova proprietà ad oggi non mi rappresenta, per questo rimetto il mio mandato”.
Le riflessioni di Polcino
Il presidente ha ringraziato amministratori giudiziari, collaboratori, sponsor, con un passaggio diretto ad Alfredo Guerri, ma il nodo è altrove: la cessione delle quote è avvenuta senza una convocazione preventiva, senza un confronto, senza un passaggio istituzionale che lo coinvolgesse.
La telefonata ricevuta dalla nuova proprietà, definita “cordiale ma tardiva”, non è bastata a ricucire.
La frase chiave è una sola: “Questa nuova proprietà ad oggi non mi rappresenta”.
E da lì la decisione di rimettere il mandato.
Un atto che non è solo amministrativo: è un segnale politico, un modo per dire che la transizione non è stata né condivisa né gestita con i tempi e i modi che un club in piena corsa playoff meriterebbe.
L’ingresso di Francesco Agnello, imprenditore campano con una storia familiare radicata nel settore delle acque minerali, porta con sé una promessa: stabilità, continuità e un progetto industriale.
Ma il modo in cui si è arrivati al passaggio di proprietà lascia aperti interrogativi che la piazza non ignora.
Agnello ha dichiarato di voler salvaguardare un simbolo del territorio. La domanda, ora, è come intenda farlo: con quale sarà la governance e quale piano industriale? Quale sarà il ruolo degli attori locali che negli ultimi mesi hanno tenuto in piedi il club?
La piazza spinge per una cordata stabiese in quanto il futuro deve passare da chi c’è sempre stato.
Se la proprietà cambia, la città non cambia idea: Castellammare vuole contare.
E lo sta dimostrando da mesi, con imprenditori locali che hanno sostenuto la squadra come sponsor, spesso in silenzio, spesso senza visibilità, ma con un impegno concreto.
Nelle ultime settimane, più di una realtà del territorio ha manifestato interesse a entrare in una cordata stabiese, un progetto che affianchi, o in prospettiva sostituisca, la proprietà esterna.
Non è solo una questione economica: è identitaria.
La Juve Stabia, per la piazza, deve restare un patrimonio della città, non un asset da spostare a seconda delle convenienze.
Playoff sul campo, playoff societari fuori: la stagione si gioca su due fronti.
La squadra è ancora pienamente in corsa per un posto nei playoff, ma la sensazione è che il vero spareggio si giochi fuori dal campo.
Il pareggio col Catanzaro tiene accesa la fiamma sportiva. Le dimissioni di Polcino accendono quella politica. L’ingresso di Agnello apre un capitolo nuovo, ma non ancora definito. La piazza, intanto, non resta a guardare: chiede un futuro costruito insieme, non comunicato a giochi fatti.
La Juve Stabia è a un bivio: o diventa un progetto condiviso, o rischia di diventare un’altra occasione mancata. Il campo dice che la squadra merita un finale di stagione all’altezza, mister Abate e i suoi ragazzi stanno davvero compiendo un capolavoro alla luce delle diverse contingenze vissute negli ultimi sette mesi. Le future tre sfide contro Pescara in trasferta, Frosinone in casa ed ultima con Sudtirol fuori potranno certificare un’impresa per le Vespe gialloblù, che ora sono settime in classifica nel perimetro plsyoff a 49 punti.
La città dice che il club merita un futuro chiaro, stabile, partecipato alla luce dei risultati sportivi e della gestione sana del club con il supporto degli amministratori giudiziari.
Si attendono ora sviluppi concreti da parte della nuova proprietà.
Domenico Ferraro









