Boscotrecase, demolite opere abusive nel Parco del Vesuvio: intervento su immobili residenziali

Nell’ambito delle attività di contrasto all’abusivismo edilizio, considerate tra le priorità della Procura della Repubblica, è stato eseguito un ordine di demolizione emesso dal Tribunale di Torre Annunziata.

L’intervento ha riguardato diverse opere abusive realizzate nel territorio del comune di Boscotrecase, in provincia di Napoli.

Le opere abusive rimosse

Le demolizioni hanno interessato un manufatto di circa 50 metri quadrati, con un’altezza di circa 2,90 metri, composto da due camere da letto e un bagno, completo di intonaci, infissi e impianti.

È stato inoltre demolito un solaio di copertura relativo a un vano cantina preesistente, con una superficie di circa 42 metri quadrati e posto a circa 0,85 metri fuori terra.

Tra le strutture rimosse anche una tettoia in lamiera coibentata, anch’essa di circa 42 metri quadrati.

Area vincolata nel Parco Nazionale del Vesuvio

I manufatti demoliti, utilizzati a scopo residenziale, si trovavano in via Bergamasco n. 2, nel comune di Boscotrecase, all’interno della perimetrazione del Parco Nazionale del Vesuvio.

L’area è sottoposta a specifici vincoli urbanistici e ambientali: rientra infatti nella zona E agricola del Piano Regolatore Generale, dove è consentita esclusivamente la realizzazione di strutture a servizio del fondo rustico.

Inoltre, è classificata come zona R.U.A. dal Piano Territoriale Paesistico dei Comuni vesuviani, che consente unicamente interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente.

Un intervento per la tutela del territorio

L’esecuzione delle demolizioni rappresenta uno strumento fondamentale per la tutela del territorio, sia sotto il profilo repressivo, con il ripristino delle condizioni ambientali, sia sotto quello preventivo, per l’effetto deterrente nei confronti dell’abusivismo edilizio.

Nel caso specifico, l’intervento ha dato esecuzione a una condanna derivante da una sentenza risalente all’anno 2007.

Autodemolizione senza utilizzo di fondi pubblici

La demolizione è stata eseguita direttamente dal proprietario dei manufatti in regime di autodemolizione, anche grazie all’attività di sensibilizzazione portata avanti dalla Procura.

L’intervento è stato realizzato senza ricorrere ai fondi già stanziati dal Parco Nazionale del Vesuvio, previsti nell’ambito di un protocollo d’intesa con la Procura della Repubblica per il contrasto all’abusivismo edilizio.