Napoli choc: consente all’amico di violentare la madre disabile. Arrestati la figlia 33enne e un uomo di 32 anni

I due sono stati incastrati dai video e dai tatuaggi. Le accuse della Procura.

Durante la notte avrebbe fatto entrare in casa un amico, consentendogli di violentare la madre disabile. I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli-Stella hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, nei confronti di un uomo di 32 anni e della figlia della donna, 33enne.

Entrambi sono accusati, in concorso tra loro, di violenza sessuale aggravata ai danni di persona in condizioni di grave disabilità psichica e fisica. Le indagini, coordinate dalla IV sezione Violenza di genere e tutela delle fasce deboli della popolazione della Procura di Napoli, hanno permesso di ricostruire l’intera vicenda, che avrebbe avuto origine il 22 marzo.

La ricostruzione dell’orrore: dai video alla denuncia

A denunciare l’accaduto, l’altra figlia della vittima, alla stazione dei carabinieri Vomero-Arenella, che sarebbe riuscita ad entrare in possesso di alcuni video girati durante la violenza. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire un inquietante scenario in cui l’uomo avrebbe abusato della donna mentre dormiva, approfittando della totale incapacità di difendersi.

Il ruolo della figlia: complice e “regista” degli abusi

Come detto, secondo l’ipotesi accusatoria, la figlia convivente della vittima, sorella della denunciante, avrebbe non solo consentito l’accesso all’uomo nell’abitazione, ma avrebbe anche ripreso l’intera scena con un cellulare.

Prove schiaccianti: l’identificazione e le minacce alla sorella

Il quadro probatorio è stato consolidato dall’analisi di alcuni filmati rinvenuti in un dispositivo elettronico, nei gli indagati sono stati identificati attraverso specifici elementi fisici, tatuaggi e l’abbigliamento indossato.

Agli indagati è anche contestato il reato di minaccia grave, per aver intimidito la denunciante nel tentativo di costringerla a ritirare le accuse.

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